Il mondo Android è notoriamente frammentato, ma i nuovi dati provenienti da Android Studio offrono uno spaccato sorprendente: un dispositivo su dieci utilizza ancora Android 11, rilasciato nel 2020 e ormai vecchio di sei anni. Nonostante Android 16 sia diventato la versione più diffusa con il 25,4% di quote a ottobre 2026, il panorama resta dominato da release obsolete.
Le versioni più diffuse
Secondo i dati, la seconda versione più popolare è Android 14 (2023) con il 15,3%, seguita da Android 15 al 14,7%. A sorpresa, anche versioni più datate mantengono quote significative: Android 13 si attesta all'11,8%, Android 11 al 10,5% e Android 12 al 9,6%. Sommando queste percentuali, emerge che circa un terzo degli smartphone Android ha un sistema operativo uscito tra il 2020 e il 2022.
L'ultima release è quasi irrilevante
La situazione non migliora per l'ultimissima versione: Android 17, rilasciato lo scorso giugno, è installato solo sull'1% dei dispositivi. Per ora è disponibile solo sulle generazioni più recenti di Pixel e su alcuni Galaxy S, e i prossimi mesi saranno cruciali per capire se la diffusione accelererà. Questa lentezza è intrinseca al modello Android: Google pubblica solo i sorgenti, e i produttori devono adattare, testare e distribuire gli aggiornamenti, un processo che richiede tempo e risorse.
Il quadro che emerge è quello di un ecosistema in cui le nuove versioni faticano a penetrare, con il rischio di lasciare indietro milioni di utenti in termini di sicurezza e funzionalità. Un problema annoso per Android, che continua a differenziarsi da Apple, dove gli aggiornamenti raggiungono rapidamente la maggior parte dei dispositivi.