Deezer compie un passo decisivo nella gestione della musica creata con l'intelligenza artificiale. Dopo quasi un anno e mezzo di identificazione ed etichettatura dei brani generati da AI, la piattaforma francese ha annunciato l'introduzione di un filtro on-off che permette agli utenti di escludere completamente questi contenuti dall'esperienza di ascolto. La funzione non rimuove i brani realizzati con strumenti come Suno, Udio e Riffusion, ma consente di evitarne la riproduzione in qualsiasi momento.
Numeri da record
L'entità del fenomeno è impressionante: Deezer riceve circa 90.000 canzoni artificiali al giorno, più della metà del totale degli upload. Molti di questi caricamenti sono fraudolenti, tanto che il servizio ha già iniziato a escludere i contenuti interessati dal pagamento delle royalty. La tecnologia proprietaria (in attesa di brevetto) ha già identificato oltre 42 milioni di brani AI, escludendoli automaticamente dall'indicizzazione algoritmica e dalle raccomandazioni editoriali.
La richiesta degli utenti
La novità debutterà entro la fine dell'anno a livello globale, sotto forma di impostazione attivabile e disattivabile liberamente. Deezer risponde così alla domanda di maggiore trasparenza e controllo: uno studio condotto con Ipsos su 9.000 persone in otto Paesi (Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Germania e Giappone) ha rilevato che quasi la metà degli utenti di streaming vorrebbe poter filtrare i brani interamente generati dall'AI. Un dato significativo: il 97% degli intervistati non distingue la musica AI da quella umana.
La mossa di Deezer si inserisce in un panorama in cui anche YouTube Music ha annunciato nuove etichette per le canzoni AI, mentre Spotify ha recentemente introdotto un badge associato agli artisti. Approcci diversi per una sfida comune: rendere riconoscibile e controllabile la presenza crescente di contenuti sintetici nelle piattaforme musicali.