La corsa alla ricarica ultra-rapida si accende in Cina e stavolta è Chery a puntare il dito sul cronometro. Il costruttore ha svelato un sistema di ricarica con potenza di picco pari a 1,44 megawatt, capace di restituire fino a 500 chilometri di autonomia in appena cinque minuti di collegamento alla colonnina. Un annuncio che sposta ancora più in alto l'asticella della competizione tra i giganti dell'auto elettrica cinese.
Numeri da record, ma non assoluto
Guardando a un ciclo più completo, dal 10% al 97%, il processo richiede complessivamente 6 minuti e 50 secondi. Prestazioni che collocano Chery ai vertici della categoria, appena dietro il primato detenuto da CATL, che completa un ciclo analogo in 6 minuti e 27 secondi. Il costruttore supera invece i tempi di concorrenti come FAW, Geely e BYD, attestati tra gli 8 e i 9 minuti. Numeri che raccontano una guerra tecnologica combattuta ormai sui secondi.
CheryMind, l'intelligenza artificiale al servizio delle batterie
Per gestire flussi energetici così elevati senza compromettere l'integrità dei componenti, il sistema integra una piattaforma di gestione intelligente battezzata CheryMind. Secondo il produttore, la tecnologia è basata sull'intelligenza artificiale e adatta dinamicamente i parametri energetici in risposta alle variazioni termiche interne al pacco batterie, ottimizzando l'efficienza della ricarica e mitigando l'usura chimica delle celle.
Chery non ha ancora pubblicato dati dettagliati sui test condotti in condizioni climatiche estreme, ma ha precisato che, in scenari conservativi, è comunque garantito l'apporto di 500 chilometri in otto minuti. Un margine di sicurezza che lascia intendere come la casa punti a rendere la tecnologia affidabile anche al di fuori delle condizioni ideali di laboratorio. La diffusione partirà dalla Cina, con l'apertura di un centinaio di stazioni in dieci città.
Su scala globale, i programmi di espansione prevedono l'installazione di 20.000 stazioni entro il 2029. Un piano commerciale imponente, che si affianca alla serrata concorrenza tecnologica in un settore dove i costruttori competono ormai non più sui minuti, ma sui secondi di ricarica. La sfida, insomma, è appena cominciata.