Un colpo da film, ma con protagonisti i semiconduttori. La polizia di Oakland, in California, sta indagando su un furto tanto semplice quanto devastante: sei pallet di GPU NVIDIA sono svaniti nel nulla, per un valore complessivo che supera gli 11 milioni di dollari. La notizia, riportata da diverse testate internazionali, getta luce su un fenomeno in crescita: l'hardware per l'intelligenza artificiale è diventato merce pregiata anche per il crimine organizzato.
Un bottino da 11 milioni di dollari
Secondo le prime ricostruzioni, i pallet sarebbero stati prelevati da un magazzino o durante un trasporto. Le GPU rubate sarebbero modelli di fascia alta, come le RTX 4090 o le schede per data center A100, componenti essenziali per l'addestramento di modelli di IA e per il gaming di fascia enthusiast. Il valore di mercato di queste schede è lievitato negli ultimi anni a causa della domanda esplosa e della carenza di scorte, rendendole un obiettivo succoso per i ladri.
IA e criminalità: un connubio pericoloso
Non è il primo episodio del genere. Negli Stati Uniti si moltiplicano i furti di componenti elettronici, in particolare GPU, utilizzate anche per il mining di criptovalute. Le autorità temono che dietro questi colpi ci siano organizzazioni strutturate in grado di rivendere la merce nel mercato nero o attraverso canali online difficili da tracciare. La polizia di Oakland ha avviato le indagini, ma al momento non sono stati resi noti dettagli sui sospetti né sulla dinamica esatta del furto.
La vicenda mette in allarme anche i produttori e i rivenditori, che potrebbero rafforzare le misure di sicurezza. Nel frattempo, gli appassionati e i professionisti del settore si interrogano sull'impatto che un simile ammanco potrebbe avere sulla già fragile disponibilità di GPU sul mercato. Una cosa è certa: l'oro digitale dell'era dell'IA ha un peso specifico sempre maggiore, anche per chi lo ruba.