La storia dell'informatica è costellata di aneddoti affascinanti, tramandati di generazione in generazione fino a diventare verità inconfutabili. Eppure, molti di questi racconti sono imprecisi o completamente falsi. Tre in particolare meritano di essere riesaminati: il primo bug, il Millennium Bug e la celebre frase attribuita a Bill Gates. Vale la pena sfatarli, in pieno stile Mythbusters.
Il bug non era una falena (o forse sì)
Si dice che il termine bug nacque nel 1947, quando Grace Hopper trovò una falena incastrata in un relè del Mark II. In realtà, il vocabolo era già in uso nell'ingegneria meccanica dell'Ottocento per indicare difetti di progettazione. La falena fu solo un caso curioso, documentato con tanto di nastro adesivo nel log di bordo. Non fu l'origine del termine, ma contribuì a renderlo popolare nel gergo informatico.
Y2K: una catastrofe mai avvenuta
Il Millennium Bug doveva far collassare computer, banche e centrali elettriche allo scoccare del 2000, per via della codifica a due cifre dell'anno. Governi e aziende spesero oltre 300 miliardi di dollari per mettere in sicurezza i sistemi. Alla mezzanotte del 1° gennaio 2000 non accadde nulla di catastrofico. Molti gridarono al complotto, ma la verità è che gli interventi preventivi funzionarono: il disastro fu evitato proprio grazie a quegli investimenti.
Infine, la frase «640 KB dovrebbero bastare a chiunque» non fu mai pronunciata da Bill Gates. Lui stesso ha più volte smentito, definendola un mito. Probabilmente nacque come battuta tra sviluppatori negli anni '80, poi attribuita al cofondatore di Microsoft per alimentare la narrazione del visionario miope. Tre storie, tre leggende: la realtà, ancora una volta, è più sfumata del mito.