Le aziende continuano a investire cifre crescenti nell'intelligenza artificiale, spinte dalla promessa di efficienza e riduzione dei costi. Eppure, secondo una recente ricerca condotta sui consigli di amministrazione, il divario tra aspettative e risultati reali resta enorme: il 77% dei membri dei board si attende miglioramenti concreti in termini di produttività e risparmi, ma soltanto il 3% delle organizzazioni riesce a superare gli obiettivi di saving che si era prefissata.
Investimenti in crescita, ritorni incerti
Il dato mette in luce una contraddizione che attraversa il mondo corporate: la spesa per soluzioni di AI generativa e modelli predittivi cresce a ritmi sostenuti, ma la capacità di tradurre questi strumenti in valore misurabile rimane appannaggio di pochissimi. Le cause sono diverse: mancanza di competenze interne, processi aziendali non ripensati per integrarsi con l'AI e aspettative spesso irrealistiche rispetto ai tempi di adozione.
Il nodo delle competenze e della governance
La ricerca suggerisce che il problema non è tanto la tecnologia, quanto il modo in cui viene governata. Senza una strategia chiara e una leadership capace di guidare la trasformazione, gli investimenti rischiano di disperdersi in progetti pilota che non scalano mai. Le aziende che superano gli obiettivi, seppur poche, condividono un approccio comune: obiettivi misurabili, team dedicati e una cultura del dato già radicata.
Per il resto del mercato, la sfida dei prossimi mesi sarà trasformare l'entusiasmo dei board in risultati tangibili, evitando che l'AI resti un capitolo di spesa senza ritorno concreto.