Le AirPods 5 rappresentano la scommessa di Apple sul segmento delle cuffiette semi in-ear con cancellazione attiva del rumore, un comparto ormai affollatissimo di alternative tutte molto simili tra loro. Il prezzo di 169 euro impone però un'analisi approfondita: non basta un ascolto sommario per capire se, e soprattutto quando, l'acquisto abbia senso. La prova sul campo è durata circa tre settimane, con un utilizzo medio di due o tre ore al giorno, principalmente in abbinamento a iPhone e MacBook.
Design aperto: il punto di forza e il possibile limite
Il modello testato è quello con custodia di ricarica wireless, maggiore autonomia e regolazione del volume direttamente dallo stelo. La caratteristica distintiva resta il design aperto senza gommini: un elemento che viene apprezzato da chi non sopporta l'occlusione dei cuscinetti in silicone, ma che al tempo stesso costituisce il principale vincolo tecnico di questa categoria. Il confronto con le AirPods Pro 3, utilizzate normalmente dall'autore della prova, è inevitabile, sia per la differenza di design sia per il divario di prezzo.
Prestazioni e considerazioni finali
Sul fronte della qualità audio, della cancellazione del rumore, della trasparenza e della gestione delle chiamate, le AirPods 5 si sono comportate in modo convincente, confermandosi una delle proposte più equilibrate per chi cerca un ascolto naturale senza isolamento totale. L'autonomia, sostenuta dalla custodia wireless, copre senza problemi le sessioni quotidiane. Il verdetto resta legato all'uso: chi odia i gommini trova qui un prodotto pensato per durare nel tempo, mentre chi cerca il massimo isolamento dovrebbe guardare altrove.