Il Gruppo Volkswagen ha ufficialmente chiuso le porte a qualsiasi ipotesi di cessione di Ducati. La storica casa motociclistica bolognese resterà sotto il controllo del colosso di Wolfsburg e di Audi AG, che la possiede dal 2012, almeno per i prossimi tre anni. La decisione arriva dopo mesi di indiscrezioni che avevano acceso forti timori occupazionali a Bologna e alimentato l'ipotesi di un ritorno del marchio in mani italiane.
La marcia indietro dopo il caso Döllner
L'allarme era scattato a settembre, quando l'amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, aveva inserito Ducati tra le attività soggette a valutazione nel riassetto di portafoglio. La reazione italiana era stata immediata: il ministro delle Imprese Adolfo Urso, con il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il numero uno di Confindustria Emanuele Orsini, si era recato a Borgo Panigale per auspicare un passaggio a mani nazionali. Il confronto successivo tra il ministero e i vertici di Audi ha però confermato la volontà di mantenere la gestione strategica all'interno del gruppo tedesco.
Autonomia finanziaria e piano industriale da 100 milioni l'anno
Ducati continua a dimostrare una solida salute economica. Nel 2025 l'azienda ha registrato 925 milioni di euro di ricavi e un risultato operativo di 52 milioni, consegnando oltre cinquantamila moto. Bloomberg Intelligence stima una valutazione aziendale attorno a 1,25 miliardi di euro. L'amministratore delegato Claudio Domenicali ha ribadito la piena autosufficienza del marchio, capace di finanziare in autonomia un piano di sviluppo industriale da 100 milioni di euro all'anno.
La conferma della proprietà rappresenta una boccata d'ossigeno per Bologna e per l'intera Motor Valley emiliana. A Borgo Panigale lavorano circa duemila dipendenti diretti, con un indotto locale di primaria importanza. L'azienda può ora proseguire con maggiore tranquillità il programma di ampliamento e riqualificazione dello stabilimento, avviato quest'anno con il Comune, che prevede interventi in produzione, uffici e ricerca e sviluppo.