L'India non vuole più limitarsi a consumare semiconduttori: vuole progettarli e produrli in casa. Il governo di Nuova Delhi ha fissato un obiettivo ambizioso e dichiarato apertamente: sviluppare una GPU nazionale entro 24 mesi. La notizia, illustrata da Krishnan, si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere il Paese autonomo nella filiera dei chip, riducendo la dipendenza dalle importazioni e attirando investimenti strategici.
Un ecosistema da costruire
Il progetto della GPU non nasce dal nulla. Il governo indiano sta già spingendo sulla commercializzazione dei processori SHAKTI e VEGA, sviluppati in collaborazione con istituti di ricerca e università locali. L'idea è creare un ecosistema di calcolo completo, capace di coprire dai data center all'intelligenza artificiale fino ai dispositivi consumer. Tuttavia, la domanda che resta senza risposta è la più semplice e decisiva: chi realizzerà concretamente il chip grafico?
Al momento non è chiaro se il governo si affiderà a un consorzio di aziende private, a un istituto di ricerca pubblico o a una partnership internazionale. La sfida è tecnica e industriale: progettare una GPU competitiva richiede know-how specializzato, strumenti di progettazione avanzati e, soprattutto, una fonderia in grado di produrla. L'India sta investendo massicciamente nella costruzione di fabbriche di semiconduttori, ma i tempi sono lunghi e le competenze ancora limitate.
Le incognite del piano
Il cronoprogramma di 24 mesi appare molto serrato rispetto agli standard del settore, dove lo sviluppo di una nuova architettura grafica richiede anni di ricerca e test. L'obiettivo dichiarato è chiaro: mostrare al mondo che l'India può essere un attore globale nel settore dei semiconduttori. Ma senza un partner industriale solido e una catena di fornitura matura, il rischio è che la GPU indiana resti a lungo un prototipo. La partita è aperta e il countdown è già iniziato.