Kakul Srivastava, amministratrice delegata di Splice, la piattaforma di campionamenti su cui si basano innumerevoli produttori per one-shot e loop melodici, ha lanciato un avvertimento chiaro: le email generate dall'intelligenza artificiale stanno uccidendo le conversazioni autentiche. In una recente intervista, Srivastava ha spiegato che quando non è più possibile capire se dietro le parole c'è una persona reale, il confronto che ne deriva diventa un dialogo diverso e peggiore, da cui è difficile tornare indietro. La sua riflessione nasce dall'esperienza diretta in Splice, azienda remote-first dove non esistono corridoi fisici ma solo documenti scritti e discussioni accese su di essi.
Il valore del pensiero umano nel processo creativo
Secondo Srivastava, quasi tutte le cose buone realizzate in Splice sono nate da qualcuno che si è seduto a riflettere profondamente su un problema e poi da un gruppo di persone che ha discusso animatamente quel pensiero. È per questo che è molto cauta nei confronti dei documenti scritti dall'AI: una volta che non si distingue più la mano umana, la conversazione che ne segue perde di sostanza. La stessa logica, sostiene, vale per la musica. Splice ha cercato di offrire strumenti di intelligenza artificiale che mantengano l'essere umano al centro del processo creativo, evitando il modello "premi un pulsante e ottieni una canzone" che ha reso controverse aziende come Suno.
Prima di guidare Splice, Srivastava ha ricoperto ruoli dirigenziali in Flickr, Yahoo, GitHub e Adobe, trovandosi spesso all'intersezione tra Silicon Valley e mondo creativo. Sotto la sua guida, Splice non solo ha ampliato la propria presenza acquisendo Spitfire Audio, ma ha anche supervisionato incursioni nel campo dell'AI generativa. Campionamenti prelevati dalla piattaforma sono finiti in successi enormi come "Money" di Lisa e "Espresso" di Sabrina Carpenter, a dimostrazione dell'impatto concreto della società sull'industria musicale contemporanea.
La tecnologia come strumento di connessione autentica
Nel corso dell'intervista, Srivastava ha condiviso aneddoti personali che illuminano la sua visione della tecnologia. Ha raccontato di aver ricostruito le ricette di sua madre, scomparsa prima che potesse impararle tutte, guardando video su YouTube realizzati da sconosciuti nelle proprie cucine. "Questo è ciò a cui penso quando mi chiedono a cosa serve la tecnologia", ha detto. "Un tizio ha caricato il video della ricetta della sua famiglia e mi ha restituito la cucina di mia madre. Non lo saprà mai". Un esempio di come la tecnologia possa preservare e trasmettere cultura in modi inaspettati, purché rimanga al servizio dell'umano.
Sul fronte delle delusioni tecnologiche, Srivastava non ha peli sulla lingua: il gadget più deludente che abbia mai posseduto è uno scaldabevande. "Scalda la tazza. Non scalda il caffè. Voglio essere chiara: funziona esattamente come progettato", ha ironizzato. Ma il suo ottimismo verso la tecnologia resta intatto, soprattutto quando osserva i suoi figli crescere e formare opinioni autonome. "Guardare una persona passare dal nulla a un essere umano completo con opinioni che non gli hai dato è la cosa più straordinaria a cui abbia mai assistito", ha affermato, sottolineando come questo miracolo quotidiano avvenga in ogni casa senza che ci si faccia più caso.
La sua esperienza in Tiny Speck, la società che sarebbe diventata Slack, le ha insegnato lezioni preziose sui limiti della tecnologia. Il gioco Glitch, un mondo aperto massivamente multiplayer, fallì per due enormi tendenze tecnologiche ignorate: era costruito su Flash, che Adobe aveva già smesso di supportare, ed era un'esperienza per PC nel momento in cui il mondo intero si spostava verso i giochi su smartphone. "Due tendenze tettoniche enormi, e non ne abbiamo tenuto conto in tempo per fare qualcosa", ha ricordato. "Mi sento come se avessi deluso la creatività delle persone che avevano costruito qualcosa di bellissimo".
Tra i consigli più preziosi ricevuti, Srivastava cita: "Di' la cosa, poi spiegana. Non esporre prima tutte le prove sperando che ti guadagnino il diritto di fare il tuo punto. Nessuno sta ascoltando le prove. Stanno ascoltando se sembri crederci. La fiducia con cui lo dici è ciò che fa spazio alla spiegazione". Una filosofia che applica anche alla musica dal vivo, sua grande passione: "Non c'è niente di simile all'essere in una stanza dove le persone prendono decisioni in tempo reale e non possono ritirarle". E se dovesse riassumere la sua biografia in uno slogan? "Un film di rapina dove non viene rubato nulla e tutti vengono pagati".