Nel mondo dei videogiochi esistono titoli che, nonostante l'enorme attesa, non vedranno mai la luce. Progetti ambiziosi come Silent Hills, Star Wars 1313 e Dead Space 4 sono solo alcuni esempi di ciò che l'industria ha dovuto sacrificare. Le cause? Tempo e risorse, due elementi sempre più limitati e cannibalizzati dalle produzioni attuali.
I grandi assenti: da Silent Hills a Star Wars 1313
Il caso più celebre è senza dubbio Silent Hills, il progetto di Hideo Kojima e Guillermo del Toro con Norman Reedus, cancellato da Konami nel 2015 dopo un teaser giocabile che aveva entusiasmato i fan. Poi c'è Star Wars 1313, un action-adventure ambientato nel sottosuolo di Coruscant, chiuso da LucasArts dopo l'acquisizione Disney. E ancora Dead Space 4, mai realizzato nonostante il successo della trilogia, e un misterioso sequel PlayStation che molti speravano di vedere su PS4.
Perché questi progetti non vedranno mai la luce
Le ragioni sono diverse: budget troppo elevati, cambi di strategia aziendale, licenziamenti e riorganizzazioni. In un'industria dove un flop può costare centinaia di milioni, i publisher preferiscono investire su franchise sicuri o su giochi come servizio. Così, interi mondi immaginati da team talentuosi restano solo sulla carta, alimentando rimpianti e teorie tra i giocatori.
Ogni cancellazione è una ferita per la community, ma anche uno spaccato di come funziona il business videoludico. Silent Hills, Star Wars 1313 e gli altri resteranno per sempre nei cuori dei fan come i più grandi 'what if' della storia recente del medium.