Ford ha preso un impegno netto: non venderà mai i dati di guida dei clienti a broker di dati di terze parti. La promessa arriva dopo che General Motors ha accettato di pagare 220 milioni di dollari per chiudere le accuse di aver illegalmente condiviso informazioni su conducenti e posizioni con società di analisi. Ford vuole così distinguersi in un settore sempre più sotto esame per le pratiche di raccolta dati.
Un impegno concreto per la trasparenza
La casa di Dearborn ha annunciato una nuova politica sulla privacy che prevede l'uso di tecniche di aggregazione e anonimizzazione per proteggere le informazioni personali. Inoltre, si legge in una nota, Ford si impegna a fornire informazioni chiare e facilmente comprensibili su come vengono utilizzati i dati. I clienti avranno anche la possibilità di regolare il livello di condivisione dei propri dati, pur mantenendo le funzionalità di sicurezza. «Sappiamo che la fiducia va guadagnata», ha scritto Kristin Jones, chief privacy officer di Ford, in un post sul blog. «Proteggere le vostre informazioni personali è uno dei modi in cui intendiamo guadagnarcela ogni giorno».
Il contesto: le altre case auto sotto accusa
La mossa di Ford arriva in un momento delicato per l'industria automobilistica. Oltre al caso GM, un recente studio su 21 marchi automobilistici ha rilevato che tutti trasmettono dati a domini di terze parti via Wi-Fi. Più della metà contatta aziende specializzate in pubblicità, tracciamento o analisi, come Adobe, LexisNexis e Amplitude, che raccolgono informazioni sul comportamento di guida per venderle a compagnie assicurative o per indirizzare annunci pubblicitari. Mozilla ha definito le auto connesse moderne «la peggiore categoria di prodotti per la privacy» mai esaminata, con il 92% dei marchi che offre scarso controllo sui dati personali e l'84% che condivide i dati con terze parti.
Ford ha intervistato oltre 1.000 clienti statunitensi, sia possessori di Ford che di altre marche. La maggior parte ha indicato la privacy come una delle principali preoccupazioni, mentre il 41% si è detto estremamente o molto preoccupato per la privacy nel settore auto, un dato inferiore rispetto a social media, governo e istituzioni finanziarie. Tuttavia, la promessa di Ford non è vincolante come un contratto: la società può ancora condividere i dati in casi eccezionali, come richieste della polizia o fornitori di servizi. Inoltre, disattivare la condivisione dei dati può disabilitare funzioni chiave come la navigazione integrata, l'avvio remoto e gli aggiornamenti software wireless. La Federal Trade Commission può comunque intervenire se Ford dovesse infrangere la promessa fatta pubblicamente.