Le centrali a gas costruite per alimentare i data center rischiano di annullare oltre un decennio di progressi climatici negli Stati Uniti. Lo rivela una nuova analisi della Sierra Club, secondo cui il settore elettrico statunitense potrebbe rilasciare il 42% in più di anidride carbonica nel 2030 rispetto al 2025, mentre si moltiplicano le infrastrutture alimentate da combustibili fossili per soddisfare la fame di elettricità dei centri dati.
Un arretramento da 618 milioni di tonnellate
Se i progetti di intelligenza artificiale previsti verranno effettivamente realizzati, le emissioni di CO2 legate alla produzione di elettricità aumenteranno di 618 milioni di tonnellate entro la fine del decennio. Si tratta, in pratica, dell'equivalente delle emissioni annuali di elettricità di oltre 128 milioni di abitazioni. Un colpo durissimo per un Paese che aveva ridotto le proprie emissioni nette da un picco di circa 6,58 miliardi di tonnellate nel 2007 a circa 5,35 miliardi nel 2025.
Stime più alte delle previsioni precedenti
La stima della Sierra Club supera alcune proiezioni precedenti. Uno studio accademico pubblicato a giugno prevedeva che la domanda elettrica di data center e miniere di criptovalute potesse spingere le emissioni del settore energetico fino al 28% in più entro il 2030, rispetto a uno scenario senza crescita dei data center. Il risultato finale dipenderà da quanti progetti verranno realmente costruiti e dalle tecnologie scelte per alimentarli.
Il contesto politico non aiuta. L'amministrazione Trump sta incentivando la costruzione di infrastrutture fossili per i data center, mentre smantella le normative sull'inquinamento e rallenta i progetti di energia rinnovabile. Secondo un rapporto separato dell'Environmental Defense Fund, gli Stati Uniti si preparano a costruire più capacità da combustibili fossili che in qualsiasi altro momento dell'ultimo decennio.