Il conflitto in Ucraina cambia pelle e allarga il campo di battaglia. Non più solo trincee e infrastrutture energetiche: ora nel mirino finiscono i data center, i cuori pulsanti dell'economia digitale e dell'intelligenza artificiale. Tra l'8 e il 9 ottobre, droni ucraini hanno colpito due dei cinque principali data center di Yandex, il colosso tecnologico spesso ribattezzato la Google russa. Gli attacchi hanno interessato le strutture di Sasovo, nella regione di Ryazan, e Kaluga, provocando interruzioni operative e disservizi su più piattaforme online.
Il cuore dell'AI russa nel mirino
Il bersaglio tecnologicamente più sensibile è senza dubbio quello di Sasovo, dove si trovano due dei tre supercomputer impiegati da Yandex per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale, incluso YandexGPT. Colpire queste macchine significa rallentare lo sviluppo dell'AI russa, un settore considerato strategico dal Cremlino. I data center, per loro natura, sono infrastrutture vulnerabili: richiedono energia costante, sistemi di raffreddamento e protezioni fisiche che difficilmente possono resistere a un attacco mirato. L'episodio dimostra quanto sia concreto il rischio per la sovranità tecnologica di Mosca.
Impatto sui servizi e prospettive
Le conseguenze non si limitano ai supercomputer. Le interruzioni hanno coinvolto anche servizi di cloud, ricerca e piattaforme digitali utilizzate da milioni di utenti russi. Yandex non ha fornito dettagli sui danni effettivi, ma la simultaneità degli attacchi suggerisce una pianificazione accurata. Se da un lato la resilienza dei sistemi distribuiti può attenuare l'impatto nel breve periodo, dall'altro la perdita di capacità di calcolo per l'addestramento dei modelli AI rappresenta un colpo difficile da assorbire. La guerra tecnologica entra così in una nuova fase: i data center diventano obiettivi militari a tutti gli effetti, con ricadute dirette sull'innovazione e sulla competitività del settore.