Il Giappone si prepara a compiere un passo storico nell'esplorazione spaziale. L'agenzia JAXA ha infatti avviato le fasi finali per il lancio di MMX (Martian Moons eXploration), una missione ambiziosa che punta a prelevare materiale dalla superficie di Phobos, una delle due lune di Marte, e a riportarlo sulla Terra. Un'impresa che, se riuscita, segnerebbe la prima raccolta di campioni da un corpo celeste del sistema marziano.
Perché proprio Phobos?
La scelta di Phobos non è casuale. Questa luna, insieme a Deimos, potrebbe essere un asteroide catturato dalla gravità di Marte oppure il risultato di un impatto gigantesco avvenuto sul pianeta rosso. Analizzare la sua composizione permetterebbe di rispondere a domande fondamentali sulle origini del sistema solare e sull'evoluzione di Marte. Inoltre, Phobos è relativamente accessibile: la sua bassa gravità facilita le operazioni di atterraggio e di ritorno, riducendo i costi energetici della missione.
Come funzionerà la missione
Il lancio è previsto per il 2026, con arrivo nell'orbita marziana nel 2027. La sonda MMX studierà da vicino entrambe le lune e atterrerà su Phobos per raccogliere almeno 10 grammi di regolite. Il campione verrà sigillato e riportato a Terra in una capsula che atterrerà nel 2029. I ricercatori sperano di trovare tracce di materiale organico e di acqua, indizi cruciali per comprendere la potenziale abitabilità passata di Marte. La missione è sviluppata in collaborazione con NASA, ESA e CNES, a testimonianza di un impegno internazionale sempre più forte nell'esplorazione robotica.
Se tutto andrà secondo i piani, MMX fornirà dati senza precedenti sulla storia del sistema solare e sul ruolo delle lune marziane, aprendo la strada a future missioni umane verso il pianeta rosso.