La Dacia Spring di seconda generazione è arrivata sul mercato con un look e una dotazione tecnica completamente rinnovati. Pur mostrando una maturità ben superiore al passato, la piccola elettrica del marchio rumeno continua a puntare tutto sull'essenzialità e su una mobilità a zero emissioni accessibile a chiunque. C'è però chi ha deciso di stravolgere del tutto questa filosofia. Si tratta di Carpoint GmbH, concessionario e preparatore con sede a Neukirchen-Vluyn, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, già conosciuto nel settore per le elaborazioni firmate con il proprio brand di tuning Redust.
Un kit estetico estremo
Le immagini pubblicate dall'azienda tedesca sui propri canali social mostrano la compatta in una veste decisamente insolita e aggressiva. Il concetto chiave attorno a cui ruota l'intero progetto è il widebody all'estremo. Il paraurti anteriore è stato infarcito di alette e deflettori d'aria pensati per incollarne il muso all'asfalto, mentre la vista laterale è dominata da passaruota enormemente allargati, minigonne modificate e cerchi in lega di taglia XXL. Anche il retrotreno non passa inosservato, grazie a un massiccio diffusore che ospita al centro una luce di stop in stile Formula 1 e a un grande alettone montato sul tetto per aumentare la deportanza. Il pacchetto estetico è poi completato da nuove prese d'aria posizionate sui parafanghi anteriori e da intagli dedicati sul cofano.
Per ora solo un rendering digitale
L'impatto visivo è tale da sembrare quasi troppo bello per essere vero, ed effettivamente al momento è proprio così. Per ora la Spring estrema esiste unicamente sotto forma di rendering digitale. Resta tuttavia aperto lo scenario di una sua effettiva realizzazione in carne e ossa: come spiegato nei post diffusi dal tuner, l'obiettivo primario di Carpoint è proprio quello di sondare il terreno sul web per capire quanta attenzione e curiosità riesca a generare un concept di questo tipo tra gli appassionati.
Se la risposta degli utenti dovesse spingere il preparatore a passare dai bozzetti virtuali alle officine, l'ostacolo più grande da superare sarebbe senza dubbio la meccanica. Di serie, la nuova Spring adotta un singolo motore elettrico anteriore in grado di erogare 60 kW (pari a 82 CV) e 175 Nm di coppia finale. Prestazioni del genere permettono alla vettura di scattare da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi e di raggiungere una velocità massima di 130 km/h: numeri più che sufficienti per muoversi nel traffico cittadino di tutti i giorni, ma nettamente sottodimensionati se accoppiati a una carrozzeria aggressiva e alata da pura auto da corsa.
Non resta che attendere i prossimi sviluppi da Neukirchen-Vluyn per capire se questo mostro di aggressività rimarrà un semplice esperimento per i social o se vedrà mai la luce. Nel frattempo, il progetto dimostra come anche un'auto pensata per la mobilità sostenibile e accessibile possa diventare protagonista di elaborazioni virtuali capaci di attirare l'attenzione degli appassionati di tuning.