Apple potrebbe essere costretta a introdurre su macOS un sistema per disattivare completamente tutte le funzionalità di intelligenza artificiale. Al momento non c'è nulla di ufficiale, ma la discussione si fa sempre più insistente per una serie di motivi legati a come l'azienda gestisce gli aggiornamenti del proprio parco macchine. Il punto di partenza è chiaro: a molti utenti l'AI proprio non piace. Quanti siano è difficile dirlo, ma si presume siano una fetta non trascurabile dei possessori di Mac. A questo si aggiungono ambienti aziendali e istituzionali particolarmente delicati, dove i tool AI potrebbero non essere mai ammessi per ragioni di sicurezza e privacy.
Gli strumenti ci sono, ma manca l'opzione unica
Con l'arrivo delle versioni 27 dei sistemi operativi Apple, l'AI è ormai ben radicata nel software. La società offre già diversi strumenti di gestione per aziende e istituzioni: gli amministratori possono limitare o disattivare specifiche funzioni di Apple Intelligence attraverso le piattaforme di device management, mentre gli utenti hanno a disposizione switch dedicati per controllare singole caratteristiche. Quello che manca è un'opzione unica che spenga tutte le funzioni AI in un colpo solo e, soprattutto, che rimuova i modelli installati sul dispositivo. Questi ultimi possono occupare parecchio spazio: i circa 14 GB misurati di Siri AI non sono certo trascurabili su macchine con drive interno da soli 256 GB.
Le alternative e i rischi
Una soluzione potrebbe essere rimanere su macOS 26, ma questo comporta grosse limitazioni e, visto come Apple gestisce i suoi sistemi operativi, significa che chi non vuole nessun tool AI sul proprio computer deve rinunciare a comprare Mac nuovi. L'alternativa è affidarsi a strumenti non ufficiali come RemoveMacAI, il cui scopo è piuttosto evidente. Tuttavia, la rimozione forzata dei modelli potrebbe avere conseguenze impreviste sul funzionamento del sistema. Anche funzioni apparentemente scollegate dall'AI potrebbero dipendere da elementi condivisi con l'infrastruttura Apple, rendendo difficile prevedere gli effetti di una disinstallazione non ufficiale. Insomma, la strada verso un interruttore ufficiale è ancora tutta in salita.