L'ipotesi di una fusione tra Tesla e SpaceX compie un passo formale: Elon Musk ha confermato che entrambe le società hanno istituito comitati speciali composti da amministratori indipendenti per esaminare l'operazione. La conferma è arrivata durante la conference call sui risultati del terzo trimestre di SpaceX, alimentando le indiscrezioni che circolavano da settimane. Il progetto, però, resta in fase preliminare e non esiste ancora alcun accordo sui termini della transazione.
Un percorso formale, non un annuncio
Musk ha spiegato di essersi fatto da parte dai confronti per evitare il conflitto di interessi, lasciando che siano i comitati a valutare autonomamente la proposta su richiesta degli azionisti. La sua posizione personale, tuttavia, non lascia dubbi: ritiene positiva una possibile unione, citando le opportunità legate allo sviluppo del software per la superintelligenza, alla progettazione dei semiconduttori, alla robotica e alla connettività. Tra i progetti condivisi figura anche Terafab, l'iniziativa per la produzione di chip ad Austin, in Texas.
Musk ha però invitato a non considerare l'operazione già conclusa: i comitati non hanno concordato i termini e dare per certa la fusione sarebbe prematuro. Qualsiasi accordo dovrebbe passare dalle approvazioni degli azionisti. Per Tesla, in particolare, il fondatore ha indicato una soglia del 50% di tutte le azioni in circolazione, non solo di quelle votanti: un requisito complesso, considerando che nel 2025 una proposta sul rinnovo scaglionato del consiglio aveva raccolto appena il 39,4% delle azioni. La quota di voto di Musk si aggira intorno al 20%, rendendo cruciale il sostegno degli altri investitori.
I numeri dietro l'operazione
Le ragioni industriali sono evidenti guardando ai conti di SpaceX: nel terzo trimestre ricavi a 14,58 miliardi di dollari, in crescita del 161% su base annua, e utile netto di 4,4 miliardi contro la perdita di 1,05 miliardi dell'anno precedente. A sorprendere è soprattutto il comparto intelligenza artificiale, che ha generato 7,56 miliardi di ricavi contro gli 813 milioni precedenti, superando la connettività satellitare per fatturato. Starlink resta la principale fonte di utile operativo con 2,37 miliardi e 13,6 milioni di abbonati.
Tesla porterebbe nel gruppo automotive, batterie per l'accumulo energetico, guida autonoma e robotica, con l'obiettivo di coordinare investimenti e sviluppo tecnologico. La capitalizzazione combinata si aggirerebbe intorno ai 3.500 miliardi di dollari, ma restano da definire il rapporto di cambio e la quota spettante ai rispettivi azionisti. I rischi non mancano: gli investitori Tesla sarebbero esposti ai costi delle attività spaziali, mentre quelli di SpaceX al mercato automobilistico. Il fabbisogno finanziario è imponente, con investimenti in conto capitale previsti a 35-40 miliardi nel quarto trimestre.