Il rover Curiosity della NASA ha raggiunto un traguardo storico nella sua esplorazione di Marte: ha superato 1 chilometro di dislivello lungo le pendici del Monte Sharp, all'interno del cratere Gale. Un'impresa che testimonia la resistenza e la longevità della missione, attiva sul Pianeta Rosso da oltre un decennio. Per celebrare questo momento, l'agenzia spaziale americana ha scelto come Astronomy Picture of the Day uno scatto diventato ormai iconico.
Un selfie che è un mosaico di 61 scatti
L'immagine, risalente al 23 gennaio 2018, corrisponde al sol 1943 della missione — un "sol" è un giorno marziano, lungo circa 24 ore e 40 minuti. Non si tratta di un semplice autoscatto: è un mosaico composto da 61 fotografie realizzate con MAHLI, la fotocamera montata sul braccio robotico del rover. Lo scatto è stato catturato sul bordo meridionale della Vera Rubin Ridge, una formazione geologica chiave per lo studio della storia dell'acqua su Marte.
Perché questa immagine conta davvero
Il valore di questo selfie va oltre l'estetica: documenta una tappa fondamentale del viaggio di Curiosity verso le zone più elevate del Monte Sharp, dove gli strati sedimentari raccontano miliardi di anni di evoluzione geologica. Ogni chilometro percorso è un passo in più nella comprensione della abitabilità passata del pianeta. La NASA continua a ricevere dati e immagini dal rover, che nonostante l'usura dei sistemi e le difficoltà del terreno marziano, resta uno degli strumenti più preziosi per l'esplorazione spaziale.