Il terzo trimestre del 2026 ha segnato un record preoccupante per la sicurezza informatica delle istituzioni pubbliche. Secondo il nuovo rapporto di Comparitech, le organizzazioni governative sono state bersaglio di 132 attacchi ransomware, un dato che segna un incremento del 91% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un balzo che trasforma quello che era un fenomeno in crescita in una vera e propria emergenza sistemica.
Un'impennata senza precedenti
I numeri parlano chiaro: nel 2025, nello stesso arco di tempo, gli attacchi erano stati circa 69. In appena dodici mesi il volume è quasi raddoppiato, con un'accelerazione che non risparmia nessun livello amministrativo, dalle municipalità agli enti centrali. I criminali informatici sembrano aver individuato nelle infrastrutture pubbliche un bersaglio particolarmente redditizio, complice la mole di dati sensibili gestiti e la frequente carenza di difese aggiornate.
Il ransomware, lo ricordiamo, è un malware che cifra i file e chiede un riscatto per la decifratura. Quando colpisce un ente pubblico, gli effetti si riversano direttamente sui cittadini: servizi bloccati, pratiche sospese, dati personali potenzialmente esposti. La crescita del 91% non è solo una statistica, ma un campanello d'allarme per la tenuta dei servizi essenziali.
Le cause e le contromisure
Alla base di questa escalation ci sono diversi fattori: l'aumento degli attacchi di tipo double extortion (cifratura più minaccia di pubblicare i dati rubati), la professionalizzazione dei gruppi criminali e la lentezza con cui molte amministrazioni riescono a implementare piani di cyber-resilienza. Comparitech sottolinea come la superficie d'attacco sia in continua espansione, anche a causa della digitalizzazione dei servizi pubblici.
Per arginare il fenomeno, gli esperti raccomandano investimenti mirati in backup offline, segmentazione delle reti, formazione del personale e adozione di protocolli di risposta agli incidenti. La partita si gioca sulla prevenzione: ogni giorno di ritardo nell'aggiornamento delle difese è un'opportunità in più per gli attaccanti. E i numeri del terzo trimestre 2026 dimostrano che il tempo stringe.