Il primo Grand Theft Auto, uscito nel 1997, ha rivoluzionato il concetto di videogioco con la sua struttura open world. Ma sapevate che questa caratteristica iconica non è nata da una scelta di design rivoluzionaria? A rivelarlo sono stati alcuni ex sviluppatori di DMA Design (oggi Rockstar North), durante un'intervista retrospettiva. La verità è tanto semplice quanto divertente: l'open world serviva a risparmiare tempo e risorse.
Una scorciatoia più che una visione
Invece di progettare livelli lineari con percorsi obbligati, il team optò per un ambiente aperto perché era più facile da costruire. Non c'erano missioni scriptate da incastrare perfettamente: bastava creare una città e lasciare che i giocatori si muovessero liberamente. Questa scelta, dettata dalla necessità, si trasformò in un marchio di fabbrica. Gli sviluppatori ammettono che all'epoca non immaginavano minimamente l'impatto che avrebbe avuto.
Da espediente a fenomeno globale
Quella decisione pratica permise a GTA di distinguersi in un mercato saturo di platform e sparatutto lineari. La libertà di esplorare, rubare auto e causare caos divenne il cuore del gioco, attirando milioni di appassionati. Oggi l'open world è uno standard per i titoli tripla A, ma pochi sanno che tutto è iniziato con un trucco per risparmiare sul level design. Una lezione su come a volte le limitazioni possano generare innovazione.
La storia di GTA dimostra che non sempre dietro un'idea geniale c'è una grande visione: a volte basta un'astuzia produttiva. E il resto, come si suol dire, è storia.