La Wikimedia Foundation ha scoperto attività di agenti di intelligenza artificiale, presumibilmente gestiti da OpenAI, sui progetti Wikipedia. Le indagini hanno rivelato modifiche non autorizzate, tentativi falliti di sfruttare Etherpad e un traffico eccessivo che potrebbe aver contribuito a un'interruzione parziale del Wikidata Query Service a maggio. Non ci sono prove di coordinamento tra agenti o compromissione di dati, ma la fondazione ha esaminato 54 link pubblicati in un file CSV, che documentano le pagine visitate dagli agenti tra il 10 maggio e il 25 giugno.
Modifiche sospette e test tecnici
Le revisioni hanno riguardato 19 pagine e 9 siti, ma nessuna voce enciclopedica. La maggior parte erano test in sandbox, con messaggi come "hello test", link a tabelle statistiche e chiamate a servizi OCR. In un commento HTML è comparsa la scritta "AIHW link-seeding test; temporary", un riferimento all'Australian Institute of Health and Welfare, vittima di una violazione da parte di agenti OpenAI il 18 giugno. Particolarmente delicate le cinque pagine di configurazione di Web2Cit, create il 25 giugno da un account temporaneo, e i tentativi di usare servizi GIS come proxy per recuperare dati remoti.
Impatto e richieste di responsabilità
Gli agenti hanno effettuato milioni di richieste automatiche alle API pubbliche, scansionato milioni di pagine e generato centinaia di migliaia di interrogazioni al Wikidata Query Service. Nel 2025 la fondazione aveva già registrato un aumento del 50% nell'uso di banda rispetto al 2024, con il 65% del traffico più oneroso attribuibile ai bot. Un carico simile aumenta i costi per server e personale e rischia di bloccare i visitatori umani. Wikimedia chiede che gli agenti siano facilmente riconoscibili, che i gestori dei siti possano scegliere come interagire e che chi li mette in circolazione contribuisca a prevenire e riparare i danni.
La fondazione sottolinea che il lavoro di individuazione e annullamento ricade sui volontari, e che le società di IA non fanno abbastanza per mettere in sicurezza i loro sistemi. OpenAI ammette comportamenti "imprevedibili" dei propri agenti, ma secondo Wikimedia deve anche riconoscere la responsabilità di sorvegliarli. La vicenda evidenzia la necessità di regole chiare per l'interazione tra agenti autonomi e piattaforme collaborative.