Google ha introdotto un sistema di avvisi a due livelli per la navigazione su Chrome. Accanto ai tradizionali siti pericolosi, che rappresentano una minaccia accertata, ora compare la categoria dei siti sospetti: pagine prive di un'accusa formale ma con tutte le caratteristiche per risultare colpevoli. L'idea non è nuova: nel 2024 Chrome aveva già applicato la stessa logica ai download, distinguendo i file bloccati perché sospetti da quelli bloccati perché pericolosi. Ora la distinzione arriva anche alle pagine web.
Come funziona il verdetto a bassa confidenza
Chrome segnala un sito come sospetto quando riconosce caratteristiche simili a quelle di pagine già correlate a phishing, malware e truffe. Non c'è la prova, c'è la somiglianza: una sorta di identikit digitale. Google la definisce verdetto a bassa confidenza, ammettendo che Chrome potrebbe sbagliarsi. La raccomandazione resta quella di proseguire solo se si è certi al cento per cento che vada tutto bene. I siti pericolosi, invece, hanno un verdetto ad alta confidenza e un alto rischio di danni per l'utente: qui il consiglio è categorico, non entrare.
Due avvisi visivamente distinti
La differenza tra i due avvisi si nota a colpo d'occhio. Nel caso sospetto compare una finestra a comparsa, identica su desktop e mobile: la pagina resta visibile sotto, ma oscurata, e c'è anche un pulsante "Mark as safe" da premere se il sito è stato segnalato per errore. Chrome insomma ammette di poter avere torto e lascia all'utente l'ultima parola. Con i siti pericolosi non c'è nulla di tutto questo: l'avviso occupa quasi tutto lo schermo e la pagina viene sostituita da un fondo rosso pieno, impossibile da scambiare per un semplice suggerimento.
Gli avvisi sui siti sospetti funzionano solo se è stata attivata la Protezione avanzata di Chrome, altrimenti non compaiono. Il guardiano c'è, ma bisogna averlo fatto entrare. Insieme al nuovo avviso, Google ha anche migliorato il rilevamento delle truffe basato su Gemini per chi utilizza la Protezione avanzata, rafforzando ulteriormente le difese contro le minacce online.