Il debutto del primo pieghevole di casa Apple si sta rivelando un caso spinoso. I preordini dell'iPhone Duo sono partiti alle 5 del mattino in California, le 14 in Italia, ma dopo appena 30 minuti la data di consegna era già stata spostata a fine gennaio 2027 per entrambi i colori e per tutte le configurazioni disponibili, dalle versioni da 256 e 512 GB fino a quelle da 1 e 2 TB. Un'escalation rapidissima che ha lasciato molti utenti a mani vuote.
Una domanda fuori scala
Apple ha confermato una domanda straordinaria, promettendo di soddisfare le richieste nel minor tempo possibile. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, però, si tratta di un vero disastro gestionale: l'azienda sapeva delle difficoltà di approvvigionamento e ha scelto comunque di procedere con il lancio. La priorità è stata immettere il dispositivo sul mercato nel primo trimestre dell'anno fiscale, non garantire la disponibilità ai clienti.
Il nodo è la strategia di distribuzione. Apple aveva inizialmente pianificato il debutto solo in Canada e Stati Uniti, una mossa che avrebbe permesso di coprire la domanda senza problemi. Ha invece optato per un lancio simultaneo in oltre 70 paesi, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Nessuna indicazione è arrivata su quante unità saranno nei negozi il 23 ottobre per chi non ha preordinato: secondo MacRumors, la probabilità di trovarne una è vicina allo zero.
Il paradosso dell'effetto traino
Un'attesa di tre mesi non ha precedenti nella storia recente di Cupertino, abituata a gestire la supply chain con precisione chirurgica. Eppure, paradossalmente, Apple potrebbe uscirne indenne: parte di chi si metterà in fila per l'introvabile iPhone Duo finirà per acquistare un iPhone 18 Pro o 18 Pro Max, alimentando comunque le vendite della fascia premium. Resta il fatto che un'esperienza d'acquisto così caotica non è certo la migliore pubblicità per un'azienda che ha costruito la propria reputazione proprio sull'efficienza logistica.