Il taglio delle accise sul gasolio è ufficialmente terminato. Senza alcuna proroga pubblicata in Gazzetta Ufficiale, è scaduto ieri 7 novembre il provvedimento d'urgenza varato dal Governo lo scorso 28 ottobre per alleggerire la pressione sui costi energetici degli automobilisti italiani. Da oggi l'aliquota fiscale sul diesel torna al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri, annullando il beneficio di 40 euro per mille litri applicato nell'ultimo periodo grazie al meccanismo delle accise mobili.
Rincari immediati alla pompa
L'applicazione della tassazione ordinaria comporta un incremento immediato di 4,88 centesimi di euro al litro IVA compresa, che si traduce in un aumento di circa 2,44 euro per un pieno medio da 50 litri. La misura straordinaria, durata appena 11 giorni dal 28 ottobre al 7 novembre, è costata alle casse dello Stato circa 38,7 milioni di euro, finanziati interamente tramite quota parte dell'extragettito IVA generato dai rincari del petrolio. L'esecutivo ha scelto di non attivare lo strumento delle accise mobili per prolungare la misura, preferendo evitare un ulteriore aggravio sui saldi di finanza pubblica.
Nel corso della visita al salone Eicma di Milano, la premier Giorgia Meloni ha assicurato che l'attenzione sul dossier carburanti resta massima, confermando l'impegno per individuare soluzioni idonee a calmierare i listini alla pompa in tutta Italia. «Ci stiamo lavorando, su poche cose lavoro come su questo», ha dichiarato la presidente del Consiglio.
Prezzi e prospettive
Gli ultimi rilevamenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano un quadro di persistenti rincari. Il prezzo medio nazionale del gasolio self-service si attesta a 2,224 euro al litro (2,277 euro in autostrada), contro i 2,001 euro della benzina. Ciononostante, l'associazione Adusbef sottolinea come il netto deprezzamento del greggio Brent – sceso di oltre il 16% rispetto ai picchi di ottobre – potrebbe favorire un rapido calo dei listini, compensando la fine dello sconto fiscale.
Per mitigare le ricadute sui settori produttivi primari restano attive le misure del Ministero dell'Agricoltura, erogate tramite l'agenzia Agea. Le aziende agricole e ittiche possono richiedere fino al 20 novembre un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per i carburanti acquistati tra giugno e ottobre, attingendo a un fondo di 60 milioni di euro, a cui si affianca la compensazione del credito d'imposta al 17,40% utilizzabile entro il 31 dicembre per circa 90 milioni complessivi.