Il caro carburanti continua a stringere in una morsa gli automobilisti italiani. Nonostante gli sconti di alcuni operatori, fare il pieno resta un salasso e i prezzi variano sensibilmente da distributore a distributore. Solo una parte degli impianti riesce a mantenere benzina e gasolio sotto le soglie considerate significative.
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Un'analisi di Facile.it, basata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 14 ottobre 2026, evidenzia una differenza netta tra i due carburanti: il 52% dei distributori vende benzina a meno di 2 euro al litro, mentre soltanto il 26% propone gasolio sotto i 2,20 euro. Le percentuali si riferiscono esclusivamente al self-service sulla rete stradale ordinaria, autostrade escluse.
Lo studio ha esaminato oltre 19.500 distributori che avevano comunicato almeno un aggiornamento dei prezzi dal 5 ottobre. Tra questi, appena 5.030 impianti risultavano sotto la soglia di 2,20 euro per il diesel. Le Marche guidano la classifica con il 38% delle stazioni sotto il limite, seguite dall'Abruzzo (36%). Lazio e Umbria si fermano al 31%, mentre Friuli-Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Liguria raggiungono il 30%. Nel Mezzogiorno la situazione cambia radicalmente: la Campania registra il dato più basso d'Italia con appena il 14%, preceduta da Basilicata (16%) e Calabria (19%).
Per chi viaggia a benzina il panorama è meno penalizzante: 10.223 distributori praticano un prezzo inferiore ai 2 euro al litro, oltre la metà del campione. In testa la Valle d'Aosta con il 62%, seguita da Sicilia e Marche (60%) e Lazio (58%). Tra le regioni più popolose, la Lombardia si attesta al 56%, il Piemonte al 55% e il Veneto al 51%. In coda la Basilicata con il 36%, la Campania al 37% e la Calabria al 42%.
Prezzi medi e differenze
I dati ufficiali del Mimit al 16 ottobre 2026 mostrano quotazioni ancora elevate: sulla rete ordinaria la benzina self-service costa in media 2,034 euro al litro, il gasolio 2,256 euro. In autostrada la verde sale a 2,048 euro e il diesel a 2,278 euro. Per un pieno da 50 litri, sulla viabilità ordinaria si spendono rispettivamente 101,70 euro e 112,80 euro, con una differenza di 11,10 euro tra i due carburanti. L'analisi potrebbe cambiare nei prossimi giorni considerando le iniziative di sconto di alcuni operatori.
Va ricordato che i prezzi comunicati al Ministero possono essere aggiornati dai singoli gestori: prima di raggiungere una stazione di servizio conviene verificare la tariffa effettivamente applicata. La ricerca conferma un aspetto cruciale: anche in una fase di rincari generalizzati, confrontare gli impianti può produrre risparmi concreti.