Google Pixel Watch 5 non stravolge il design, ma sotto la scocca cambia molto. Il nuovo smartwatch di Big G mantiene l'estetica rotonda e minimalista che ha contraddistinto la serie, eppure al polso la differenza si sente eccome. Merito di un hardware più veloce, di un'esperienza software più fluida e di funzionalità inedite pensate per sport e benessere. Abbiamo provato la versione LTE da 41 mm: compatta, ben proporzionata anche sui polsi piccoli e comoda da indossare di notte per il monitoraggio del sonno.
Cosa cambia rispetto al Pixel Watch 4
Il salto generazionale si percepisce soprattutto nella reattività generale e nell'integrazione con Gemini in modalità offline, che consente di interagire con l'assistente anche senza connessione. Le nuove metriche per il fitness e il wellness arricchiscono ulteriormente il quadro, rendendo il dispositivo un compagno più completo per l'allenamento quotidiano. Tuttavia, non tutto è rose e fiori: alcune funzioni basate sull'intelligenza artificiale non sono ancora disponibili in Italia, un limite che gli utenti nostrani dovranno tenere in considerazione.
Autonomia e formato: quale scegliere
Il design resta un punto di forza, con materiali curati e un'estetica che non passa inosservata. Ma se l'autonomia è la vostra priorità, il modello da 45 mm rimane la scelta obbligata: la versione più grande offre una durata della batteria sensibilmente superiore, mentre il 41 mm sacrifica qualcosa in termini di resistenza per chi lo utilizza intensamente. La versione LTE, poi, aggiunge la connettività cellulare indipendente, utile per chi vuole lasciare il telefono a casa durante l'attività fisica.
In sintesi, il Pixel Watch 5 è un aggiornamento mirato ma sostanziale: non rivoluziona il concetto di smartwatch, ma perfeziona ciò che già funzionava, con prestazioni migliori e un'esperienza d'uso più matura. La scelta tra 41 e 45 mm dipende dalle abitudini: chi cerca compattezza e non teme qualche ricarica in più può optare per il formato ridotto, mentre chi pretende la massima durata troverà nel 45 mm il compromesso ideale. Resta l'amaro in bocca per le funzionalità AI ancora assenti nel nostro Paese, ma il dispositivo nel complesso convince.