Quattro volontari hanno appena concluso 378 giorni di isolamento dentro un habitat che simula la vita su Marte, senza mai lasciare la Terra. È il bilancio della seconda missione del programma CHAPEA (Crew Health and Performance Exploration Analog) della NASA, terminata il 31 ottobre 2026 al Johnson Space Center di Houston, in Texas. L'equipaggio era entrato nella struttura il 19 ottobre 2025, avviando un esperimento pensato per riprodurre le difficoltà di una permanenza prolungata sul Pianeta Rosso.
Chi ha partecipato e come si è svolta la simulazione
I protagonisti sono Ross Elder, comandante della missione, Ellen Ellis, responsabile delle attività mediche, Matthew Montgomery, responsabile scientifico, e James Spicer, ingegnere di volo. Nessuno di loro si trovava realmente nello spazio: l'intera esperienza si è svolta in una struttura terrestre, con procedure e limitazioni studiate per avvicinarsi il più possibile alle condizioni di una missione interplanetaria. Durante i mesi di permanenza hanno seguito una routine che replica quella di un equipaggio marziano: passeggiate extraveicolari simulate, manutenzione dell'habitat, esercizio fisico, esperimenti scientifici e coltivazione di piante.
L'habitat, chiamato Mars Dune Alpha, occupa circa 158 metri quadrati ed è stato realizzato con tecnologie di stampa 3D. Comprende alloggi privati per i quattro partecipanti, aree di lavoro, spazi per le attività mediche e l'esercizio fisico, una cucina e sistemi per la coltivazione delle piante, con ambienti separati tra attività quotidiane e operative. La stampa additiva è un elemento significativo anche in prospettiva futura: potrebbe consentire di costruire habitat direttamente sulla Luna o su Marte, riducendo la necessità di trasportare materiali dalla Terra.
Comunicazioni ritardate e risorse limitate: le sfide chiave
Un aspetto centrale della simulazione è stato il ritardo nelle comunicazioni: a causa della distanza tra i due pianeti, uno scambio di messaggi può richiedere diversi minuti in una sola direzione, mettendo alla prova la capacità dell'equipaggio di gestire autonomamente determinate situazioni. I volontari hanno inoltre lavorato con risorse limitate, affrontando problemi e imprevisti che in una vera missione potrebbero compromettere le operazioni. La NASA ha studiato gli effetti dell'isolamento prolungato sulla salute fisica e comportamentale, sulla gestione del tempo e sulla capacità di mantenere prestazioni adeguate per mesi.
La conclusione della simulazione non segna la fine del lavoro scientifico: i partecipanti dovranno affrontare ulteriori valutazioni e colloqui con i ricercatori, che analizzeranno i dati raccolti per migliorare sistemi di supporto vitale, procedure operative e pianificazione delle scorte alimentari. I risultati serviranno anche a preparare le future missioni lunari e saranno confrontati con quelli del primo esperimento CHAPEA, svoltosi tra giugno 2023 e luglio 2024. Nel frattempo la NASA ha già avviato il reclutamento per Moon and Mars Exploration Analog, una nuova simulazione di un anno prevista non prima di agosto 2027.