Il settore delle telecomunicazioni italiane continua a perdere pezzi. Secondo il Rapporto sulla Filiera delle Telecomunicazioni 2026, gli addetti sono scesi a 53.900 unità, il livello più basso mai registrato dal 2010. Un dato che conferma una tendenza negativa ormai strutturale, con perdite occupazionali che si accumulano anno dopo anno e nessun segnale di inversione di rotta all'orizzonte.
Call center e intelligenza artificiale: il doppio colpo
Il comparto più colpito è quello dei call center, da tempo alle prese con margini ridotti, delocalizzazione e processi di automazione sempre più aggressivi. A complicare ulteriormente il quadro ci pensa l'intelligenza artificiale, che sta rivoluzionando le modalità di gestione del servizio clienti e riducendo la necessità di personale dedicato. Le nuove tecnologie, insomma, da un lato promettono efficienza, dall'altro accelerano la contrazione dell'occupazione in un settore già fragile.
Asstel e sindacati chiedono una svolta
Di fronte a questo scenario, Asstel e le organizzazioni sindacali alzano la voce e chiedono un cambio di passo. L'obiettivo è costruire un piano condiviso che tuteli i lavoratori e accompagni la transizione digitale senza lasciare indietro nessuno. Tra le richieste, investimenti in formazione e riqualificazione professionale, ammortizzatori sociali adeguati e una strategia industriale capace di rilanciare la competitività della filiera. La partita è aperta e il tempo stringe: il rischio è che il 2026 segni un nuovo record negativo per l'occupazione nelle Tlc.