Immaginate di trovare online una vignetta con il vostro nome, la vostra firma e uno stile che sembra il vostro. Non l'avete mai disegnata. È quello che è successo ad alcuni vignettisti del New Yorker, finiti al centro di un caso che riaccende il dibattito su intelligenza artificiale, creatività e diritto d'autore.
L'inchiesta di Nieman Journalism Lab
Un'indagine pubblicata da Nieman Journalism Lab ha documentato come ChatGPT sia in grado di generare vignette che non solo imitano lo stile della celebre rivista americana, ma riportano anche le firme di artisti realmente esistenti. L'indagine ha individuato oltre 15 vignettisti coinvolti loro malgrado. Il caso è esploso dopo la diffusione di una vignetta dedicata a Dolly Parton e Tim Curry, scomparsi nell'agosto 2026. L'immagine, diventata virale sui social, riportava la firma "BLOPER", utilizzata dal disegnatore Brendan Loper.
La testimonianza di Brendan Loper
Loper ha confermato di non aver mai realizzato quella vignetta, raccontando di aver ricevuto numerosi messaggi da persone convinte che fosse una sua creazione. La vicenda solleva interrogativi su come l'IA possa violare la proprietà intellettuale e l'identità artistica. Mentre il dibattito su regolamentazione e tutele legali si intensifica, i vignettisti chiedono maggiore protezione contro usi impropri delle loro firme e del loro stile.