La battaglia legale tra Apple e Oppo sui presunti segreti industriali rubati legati ad Apple Watch è destinata a continuare. Una giudice federale statunitense ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla società cinese, stabilendo che le accuse di Cupertino sono abbastanza circostanziate da permettere al procedimento di andare avanti. Al centro della vicenda c'è Chen Shi, un ex ingegnere Apple passato successivamente a Oppo.
Secondo quanto ricostruito negli atti, tre giorni prima delle dimissioni Shi avrebbe scaricato 63 documenti, trasferendoli su una chiavetta USB. Inoltre, prima di lasciare l'azienda, avrebbe organizzato decine di incontri individuali con membri dei team tecnici di Apple Watch, nel tentativo di raccogliere dettagli sulle attività di ricerca ancora in corso. A Apple Shi avrebbe detto di voler lasciare il lavoro per occuparsi della famiglia, senza menzionare il suo successivo passaggio a Oppo. Tra gli elementi citati da Cupertino ci sono anche alcune ricerche online effettuate prima delle dimissioni, comprese quelle relative alla possibilità di capire se l'apertura di un file su un'unità condivisa potesse essere tracciata.
Le argomentazioni di Oppo e la decisione del giudice
Oppo aveva chiesto l'archiviazione contestando anche la natura delle informazioni indicate da Apple. Secondo la società cinese, la definizione di segreto industriale utilizzata da Cupertino sarebbe stata troppo ampia, tale da rendere difficile per Shi continuare a lavorare nello stesso settore. Tuttavia, la giudice Eumi Lee ha ritenuto che Apple abbia descritto con sufficiente precisione almeno uno dei presunti segreti commerciali coinvolti nel caso. Ha inoltre osservato che l'accordo sulla proprietà intellettuale firmato da Shi vieta la divulgazione di informazioni riservate, senza però impedirgli di lavorare nel settore dei sistemi per il monitoraggio della salute.
Prossimi passi e possibili sviluppi
Oppo e InnoPeak Technology dovranno presentare le proprie difese entro il 21 ottobre. Rimane aperta anche la richiesta avanzata da Apple per ottenere un provvedimento urgente che impedisca l'eventuale cancellazione di materiale rilevante per il procedimento. La causa, quindi, è destinata a protrarsi, con possibili ripercussioni sul mercato dei dispositivi indossabili e sulla tutela dei segreti industriali nel settore tecnologico. Apple continua a difendere con determinazione la proprietà intellettuale dei suoi prodotti, mentre Oppo si trova a dover dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Gli sviluppi futuri saranno seguiti con attenzione, soprattutto per le implicazioni che potrebbero avere sulla concorrenza e sull'innovazione nel campo della salute digitale.