Non c'è nessun copione predefinito, nessun ruolo assegnato e nemmeno un tool costruito appositamente per il gioco. Eppure quattro agenti basati su Gemini 4 Argon sono riusciti a portare a termine una delle imprese più iconiche di Minecraft: sconfiggere l'Ender Dragon. Il dettaglio che rende la storia ancora più curiosa? Per arrivarci sono morti 605 volte. Il risultato è raccontato in un paper di Google DeepMind pubblicato su arXiv, che descrive nel dettaglio l'esperimento e le dinamiche di collaborazione tra i modelli.
Coordinarsi in chat, senza istruzioni rigide
La vera novità non è tanto la vittoria finale, quanto il modo in cui è stata raggiunta. I quattro agenti non avevano compiti prefissati né un framework dedicato: si sono divisi il lavoro parlando tra loro in chat, negoziando le priorità e adattando la strategia in tempo reale. Un approccio che sposta l'attenzione dalla classica programmazione di comportamenti alla capacità dei modelli di organizzarsi spontaneamente, un po' come farebbe un gruppo di giocatori umani alle prime armi.
27 ore e 14 minuti di tentativi ed errori
Il cronometro finale segna 27 ore e 14 minuti, un tempo che racconta bene la natura iterativa dell'impresa: tra esplorazioni, cadute, resurrezioni e nuove strategie, gli agenti hanno imparato dai fallimenti fino ad arrivare allo scontro decisivo con il drago. Il dato delle 605 morti non è quindi solo una curiosità, ma la prova di quanto il processo sia stato guidato da tentativi ed errori più che da una pianificazione rigida.
L'esperimento di DeepMind offre uno spunto importante per il settore: i modelli linguistici di nuova generazione possono collaborare tra loro in ambienti complessi e aperti, senza bisogno di istruzioni specifiche per ogni scenario. Se applicata a contesti reali, questa capacità di coordinamento autonomo potrebbe cambiare il modo in cui progettiamo sistemi multi-agente per il lavoro e l'automazione.