La direttiva NIS2 è ormai realtà anche in Italia, e con essa una serie di responsabilità che ricadono direttamente sui vertici aziendali. Il punto di svolta è l'articolo 23 del decreto legislativo 138 del 2024, che assegna agli organi di amministrazione e direttivi dei soggetti essenziali e importanti quattro compiti precisi: approvare le modalità di gestione dei rischi, vigilare sull'attuazione, nominare un responsabile della sicurezza e garantire le risorse necessarie. Un pacchetto di obblighi che trasforma il CISO in una figura centrale, ma anche esposta a nuove pressioni.
Quattro compiti, un unico responsabile
Il decreto non lascia margini interpretativi: i vertici devono approvare formalmente le strategie di cybersecurity, verificare che siano applicate, designare un referente interno e assicurare budget e personale adeguati. Per i CISO significa dover tradurre requisiti normativi complessi in azioni concrete, spesso con risorse limitate e scadenze ravvicinate. Ed è qui che entra in gioco l'intelligenza artificiale come supporto operativo.
Come l'AI semplifica la conformità
Le guide supportate dall'AI, come quella proposta per i CISO, puntano a mappare i quattro obblighi dell'articolo 23 su checklist operative, template di policy e flussi di lavoro automatizzati. L'AI aiuta a interpretare il testo normativo, a generare bozze di documentazione e a monitorare lo stato di conformità in tempo reale. Non si tratta di sostituire il giudizio umano, ma di ridurre il carico burocratico e di offrire ai CISO un quadro chiaro delle priorità.
L'impatto sul settore è duplice: da un lato, le aziende devono adeguarsi entro le scadenze previste dal decreto, dall'altro, gli strumenti basati sull'AI diventano un alleato per dimostrare la dovuta diligenza richiesta dalla normativa. Per i CISO, la sfida è ora quella di integrare queste soluzioni nei processi esistenti, trasformando la conformità da incombenza a vantaggio competitivo.