Al Salone di Parigi, aperto fino al 18 ottobre al Paris Expo Porte de Versailles, Alfa Romeo ha tolto i veli alla Cuorerosso. Non è un modello di serie, ma un concept che traccia la rotta del design e dell'elettrificazione del marchio per i prossimi anni. La vettura anticipa le linee che plasmeranno le nuove Alfa Romeo a partire dal 2028-29.
Design e proporzioni
La Cuorerosso è una coupé 2+2 che unisce l'eleganza di una granturismo alla presenza di una supercar. Misura 4.700 mm di lunghezza, 1.980 mm di larghezza e appena 1.331 mm di altezza, con un passo di 2.930 mm e un peso dichiarato di 1.750 kg. La linea bassa e le superfici scolpite dialogano con la coda tronca e il diffusore integrato, portando il coefficiente aerodinamico a 0,28. Dietro la forma c'è la filosofia Bellezza Necessaria: eliminare il superfluo per lasciare spazio a estetica, funzionalità e qualità. Il Centro Stile ha lavorato in 3D trattando la vettura come un blocco unico da scolpire, partendo da proporzioni e volumi.
La silhouette a due porte nasconde in realtà quattro porte, con quelle posteriori ad apertura inversa. I parafanghi sono svasati e ospitano cerchi dorati forgiati che reinterpretano il disegno a telefono, con dettagli che richiamano lo Scudetto. La carrozzeria introduce una tinta inedita, il Liquid Ink Red. Il frontale riprende il Trilobo con lo Scudetto al centro, affiancato da fari a sviluppo orizzontale. La calandra contiene elementi triangolari retroilluminati che citano la croce storica e il Biscione, con una sequenza luminosa di benvenuto. Al posteriore, il lunotto ha la forma dello Scudetto e due fari circolari si inseriscono nella coda tronca. I vetri sono a filo, i loghi integrati e le maniglie sostituite da comandi a sfioramento sul tetto.
Interni e tecnologia
L'abitacolo è orientato al conducente: comandi minimali, forme avvolgenti e quattro sedili singoli in configurazione 2+2. La plancia riprende l'architettura della 33 Stradale del 1967, sottile e orizzontale, ed estende le sue linee fino alle portiere. L'interfaccia mostra le informazioni solo quando servono, riducendo le distrazioni. Il pezzo più curioso è il Cannocchiale Vivente, una rivisitazione del quadro strumenti che grazie a movimenti meccanici passa dalla modalità Immersivo a quella Concentrato, fondendo i due elementi in uno solo come nelle auto da corsa. I materiali mescolano pelle rigenerata, rivestimenti Poltrona Frau e tessuti tecnici nati dalla collaborazione con Luna Rossa. Sul lato passeggero è integrata una borsa removibile.
Alla guida si può scegliere tra tre esperienze: Cruise, Sport e Quadrifoglio. Lo sterzo è steer-by-wire a controllo elettronico, ma conserva un legame fisico con il volante a tre razze e i comandi tattili, in un approccio chiamato Con-tatto Volante. Sul tunnel trova posto il Magma Display, un'interfaccia che unisce superficie digitale a sfioramento, ghiera rotante e toggle switch. L'assetto è ad aria e l'impianto frenante è un Brembo carboceramico con pinze dedicate. Prestazioni, autonomia e capacità della batteria non sono state indicate.
L'elettrificazione è il tema centrale, ma non l'unico: Alfa Romeo guarda a una strategia multi-energia con powertrain elettrici, plug-in hybrid, mild hybrid e full hybrid. Sotto la carrozzeria c'è un'evoluzione della piattaforma Giorgio, con una variante aggiornata del V6 2,9 biturbo elettrificata per dimostrare che anche in un futuro a emissioni ridotte ci sarà spazio per il suo sound. Una delle configurazioni illustrate accosta il V6 alla tecnologia full hybrid, alla trazione integrale Q4 e a un albero in fibra di carbonio, ma resta un esercizio concettuale. Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e Maserati, ha spiegato che il marchio ha sempre creato auto capaci non solo di muovere le persone, ma di suscitare qualcosa in loro.