Samsung avrebbe già impegnato una fetta enorme della propria produzione di memorie per il 2027 attraverso contratti di lungo periodo con alcuni dei principali colossi tecnologici mondiali. Secondo quanto riportato da Yonhap News, circa il 70% della produzione di memorie DRAM general-purpose prevista per il prossimo anno sarebbe già riservata, mentre per le memorie HBM — quelle ad alta larghezza di banda usate soprattutto nei sistemi per l'IA e nei data center — la quota arriverebbe addirittura al 100%. Per il restante 30% della produzione DRAM si sarebbe già aperta una forte competizione tra i potenziali clienti.
Prezzi alle stelle: HBM fino al +200%
La domanda resta sostenuta soprattutto dagli investimenti nell'intelligenza artificiale, che richiedono grandi quantità di memoria ad alte prestazioni. Secondo il rapporto, i prezzi delle HBM potrebbero aumentare tra il 150% e il 200% nel corso del prossimo anno. Anche le DRAM tradizionali sarebbero destinate a rincarare, con aumenti a doppia cifra già nel primo trimestre del 2027. Uno scenario che premia la divisione Device Solutions di Samsung, responsabile tra le altre cose della produzione di semiconduttori e memorie, che beneficia direttamente della scarsità globale di offerta e dei listini più elevati.
Il paradosso Samsung: chi produce chip guadagna, chi fa smartphone paga
Ma Samsung non è soltanto uno dei principali produttori mondiali di memorie: è anche uno dei maggiori utilizzatori, attraverso la divisione Mobile Experience, che sviluppa smartphone e altri dispositivi Galaxy. Se la produzione DRAM viene venduta a prezzi sempre più alti ai grandi clienti esterni, anche le divisioni interne devono fare i conti con costi di approvvigionamento superiori. In pratica, la divisione che produce i chip beneficia della scarsità e dei prezzi maggiorati, mentre quella che costruisce smartphone rischia di pagarne le conseguenze.
La futura serie Galaxy S27 viene indicata come uno dei prodotti che potrebbero essere maggiormente esposti all'aumento dei costi, soprattutto se i prezzi delle DRAM continueranno a salire nei prossimi trimestri. In risposta, Samsung potrebbe assorbire una parte dei maggiori oneri, modificare le configurazioni di memoria o intervenire su altri componenti della distinta base. Una partita delicata, che mette una divisione contro l'altra all'interno dello stesso gruppo.