SpaceX non si ferma e torna a far parlare di sé con un nuovo lancio dedicato alla costellazione Starlink. Un razzo Falcon 9 è partito dalla Vandenberg Space Force Base, in California, portando in orbita altri 27 satelliti destinati a rafforzare la rete di connettività satellitare dell'azienda di Elon Musk. Un'operazione ormai routine per SpaceX, ma che continua a spostare gli equilibri del settore.
Una costellazione da record
Con questo ultimo gruppo, la flotta Starlink supera ufficialmente la soglia degli 11.000 satelliti lanciati complessivamente. Un numero enorme, che rende la costellazione di gran lunga la più grande mai costruita per l'accesso a Internet via satellite. I satelliti operano in orbita terrestre bassa, una scelta che consente di ridurre la latenza e offrire connessioni più reattive rispetto ai sistemi tradizionali in orbita geostazionaria.
Perché conta davvero
Ogni nuovo lancio non è solo un esercizio di stile: significa più capacità di banda, maggiore copertura e una rete più resiliente, soprattutto nelle aree rurali o difficili da raggiungere via cavo. Starlink è ormai una realtà consolidata in decine di Paesi e continua a espandersi anche nel mercato della connettività mobile e delle comunicazioni di emergenza. Il ritmo serrato dei lanci — con i Falcon 9 riutilizzabili che tornano a volare più volte — è il vero vantaggio competitivo di SpaceX rispetto ai concorrenti.
La domanda che ora si pone è fino a dove potrà spingersi questa rete. Con migliaia di satelliti già attivi e altri in cantiere, SpaceX punta a una copertura sempre più capillare e a prestazioni in crescita. Il nuovo lancio da Vandenberg è l'ennesima conferma: la corsa all'orbita bassa è appena cominciata.