L'Italia si conferma tra i Paesi più attivi nell'uso del 5G. Secondo i dati raccolti da nPerf tra luglio e settembre 2026, il 31,5% dei test di velocità effettuati sulle reti mobili italiane è stato eseguito sfruttando la tecnologia di quinta generazione. Un risultato che colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria dedicata ai mercati con una superficie compresa tra 180.000 e 310.000 chilometri quadrati.
Dietro solo a Londra (e non è una classifica europea)
Davanti all'Italia c'è soltanto il Regno Unito, dove il 5G è stato utilizzato nel 35% delle misurazioni: appena 3,5 punti percentuali in più. Staccata la Romania, ferma al 23%, seguita dalle Filippine al 16,5% e dal Senegal al 3,3%. Il nostro Paese è dunque più vicino al risultato britannico che a quello rumeno. Va però chiarito che non si tratta di una classifica europea né di un confronto globale: il criterio di selezione è la superficie territoriale, e nella lista figurano solo cinque mercati molto diversi tra loro.
Cosa misura davvero il dato
È fondamentale interpretare correttamente il 31,5%. Quando un utente avvia un test di velocità, nPerf rileva anche il tipo di rete a cui è connesso lo smartphone: il cosiddetto 5G Share indica la percentuale di test effettuati su rete di quinta generazione rispetto al totale delle misurazioni mobili. Non significa quindi che il 31,5% degli italiani utilizzi il 5G, né fornisce indicazioni sulla copertura effettiva del territorio. Allo stesso modo, una quota più alta di test non implica automaticamente una rete più veloce: per valutare le prestazioni servirebbero i dati su download, upload e latenza, che la graduatoria non riporta.