Per la prima volta nella storia dell'industria automobilistica, le auto a benzina non ibride scendono sotto la soglia psicologica del 50% delle vendite globali. Nel primo semestre del 2026 la loro quota di mercato si è fermata al 49%, un dato che segna un cambio di paradigma epocale per il settore. Il sorpasso non è ancora avvenuto, ma il declino del motore termico tradizionale appare ormai inarrestabile.
Elettriche e ibride spingono il cambiamento
A guadagnare terreno sono soprattutto le auto elettriche a batteria e le ibride, che insieme conquistano quote sempre più ampie del mercato. Le ibride, in particolare, si confermano la scelta preferita da chi vuole ridurre i consumi senza rinunciare alla comodità del rifornimento tradizionale. Le elettriche pure continuano a crescere, ma con un ritmo più contenuto rispetto alle aspettative, complice la necessità di infrastrutture di ricarica più capillari e prezzi ancora elevati.
Il sorpasso delle elettriche non è ancora realtà
Nonostante il calo delle vendite a benzina, il passaggio sotto la metà del mercato non ha segnato il sorpasso delle vetture a batteria. Le elettriche rappresentano ancora una fetta minoritaria delle immatricolazioni globali, mentre le ibride fungono da ponte tecnologico per milioni di automobilisti. Il dato del 49% è comunque un campanello d'allarme per i costruttori: chi non accelera sulla transizione rischia di perdere competitività in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.
Il primo semestre 2026 consegna così un messaggio chiaro: la mobilità a benzina non è più il centro del mercato. La partita si gioca ora su elettrico e ibrido, con politiche governative, incentivi e infrastrutture che determineranno la velocità del cambiamento nei prossimi anni.