Il rover Perseverance della NASA ha stabilito un nuovo primato: 45,22 chilometri percorsi sulla superficie di Marte in circa 5 anni e mezzo. Il precedente record apparteneva a Opportunity, che aveva coperto 45,16 km ma impiegando quasi 15 anni. Un risultato che certifica i progressi dell'esplorazione robotica e che ha spinto l'agenzia spaziale a estendere la missione fino al 2028.
AutoNav e l'esplorazione di terreni antichi
Il traguardo è stato raggiunto mentre Perseverance si dirigeva verso un'area denominata "Idubi", oltre il bordo occidentale del cratere Jezero, soprannominata "Lac de Charmes". Qui il rover sta analizzando uno dei terreni più antichi mai esplorati nel sistema solare, dove il team scientifico spera di trovare tracce di antichi sistemi idrotermali. Il record è stato battuto l'11 ottobre, grazie al sistema di navigazione autonoma AutoNav: il rover cattura immagini del suolo in movimento, costruisce mappe 3D degli ostacoli e traccia la rotta in autonomia. Oltre il 90% della distanza totale è stata percorsa con AutoNav, contro appena il 5% del primo sistema impiegato su Opportunity e Spirit.
Una progressione costante
Ogni nuovo rover NASA ha superato il predecessore: Sojourner si fermò a 100 metri, Spirit a 7,7 km, Opportunity a 45,16 km, Curiosity a 38,15 km (dato provvisorio, essendo ancora attivo). Perseverance ha superato anche le distanze coperte dai rover lunari guidati dagli astronauti nelle missioni Apollo 15, 16 e 17. Il software più recente consente sterzate più dolci e una marcia più fluida, con la possibilità di verificare la posizione rispetto alle mappe orbitali durante gli spostamenti.
Resta da risolvere un problema legato ai riflessi della luce solare, che disturbano le videocamere di navigazione. Il rover deve fermarsi nel primo pomeriggio quando si muove verso il Sole. Se Perseverance riuscirà a superare questi artefatti, la giornata operativa potrà allungarsi, aumentando ulteriormente l'efficienza delle future esplorazioni.