Il tanto sbandierato Trump Phone (T1), presentato come simbolo del ritorno del manifatturiero americano, nasconde in realtà un segreto imbarazzante. Il noto canale YouTube JerryRigEverything ha pubblicato un teardown completo dello smartphone, rivelando che sotto la scocca non c'è alcuna produzione statunitense, ma un dispositivo già esistente sul mercato: l'HTC U24 Pro. La scoperta smonta la narrativa del «Made in USA» e solleva dubbi sulla trasparenza del progetto.
Anatomia di un rebrand
Durante lo smontaggio, il conduttore Zack Nelson ha confrontato i componenti interni del Trump Phone con quelli dell'HTC U24 Pro, trovando corrispondenze perfette: stessa scheda madre, stesso modulo fotografico, stessa disposizione delle viti. La prova definitiva è arrivata dallo scambio dei pezzi: parti del telefono di Trump sono state montate su un HTC U24 Pro e viceversa, con il risultato che entrambi i dispositivi hanno continuato a funzionare senza problemi. Un'operazione che dimostra come il T1 sia semplicemente un rebrand di un telefono taiwanese, con un logo diverso e un prezzo probabilmente maggiorato.
Specifiche e implicazioni pratiche
L'HTC U24 Pro, lanciato nel 2024, monta un processore Snapdragon 7 Gen 3, 12 GB di RAM e una fotocamera da 50 MP. Il Trump Phone, secondo quanto dichiarato, avrebbe dovuto essere prodotto interamente negli Stati Uniti, ma il teardown non lascia spazio a interpretazioni: l'hardware è identico. La vicenda ha un impatto che va oltre il singolo prodotto: rafforza lo scetticismo verso le promesse di «sovranità tecnologica» e mostra quanto sia facile per un marchio cavalcare l'onda del patriottismo economico senza reali basi industriali. Per i consumatori, la lezione è chiara: prima di pagare un premium per un'etichetta, vale la pena controllare cosa c'è davvero sotto la scocca.