La concorrenza sul fronte dei modelli di intelligenza artificiale made in China si sta trasformando in una vera e propria guerra al ribasso. L'ultima mossa arriva da MiniMax, che ha inserito nel proprio listino il nuovo M3.1 Flash: il costo è di 0,15 dollari per milione di token in ingresso e 0,60 dollari per milione in uscita, esattamente la metà di quanto viene richiesto per M3, il modello lanciato in precedenza. Un dimezzamento che la dice lunga sulla pressione competitiva del settore.
Ma il listino, da solo, racconta solo una parte della storia. Dietro i numeri c'è una strategia precisa: attrarre sviluppatori e aziende che vogliono sperimentare senza bruciare budget, puntando su un rapporto qualità-prezzo sempre più aggressivo. E mentre MiniMax taglia verticalmente, DeepSeek alza la posta con una formula finora inedita.
Lo sconto orario di DeepSeek
La vera novità è l'introduzione di uno sconto che varia in base all'orario delle richieste. In pratica, DeepSeek modula le tariffe a seconda della fascia temporale, incentivando l'uso del servizio nei momenti di minore affluenza. Un meccanismo che ricorda le tariffe dinamiche dell'energia elettrica e che potrebbe diventare un modello di riferimento per tutto il comparto: chi consuma fuori picco paga meno, e l'infrastruttura lavora in modo più equilibrato.
Impatto sul settore
Queste mosse confermano che i laboratori cinesi stanno giocando una partita tutta basata sul prezzo, con l'obiettivo di erodere quote di mercato ai concorrenti internazionali. Per le imprese italiane che integrano modelli AI nei propri prodotti, la conseguenza è concreta: costi di inferenza sempre più bassi e maggiore libertà di sperimentazione. La domanda, a questo punto, non è più se i prezzi scenderanno ancora, ma quanto a lungo questa corsa potrà restare sostenibile.