Un gruppo di ricerca guidato dall'Università di Plymouth ha sviluppato una nuova valutazione del rischio da inquinamento luminoso nei mari europei, pubblicata sulla rivista Ocean & Coastal Management. Lo studio ha analizzato l'impatto delle luci artificiali notturne sugli ecosistemi marini, rivelando che l'Adriatico è tra i bacini più esposti a questo fenomeno.
Le cause dell'inquinamento luminoso in Adriatico
L'Adriatico è un mare semichiuso, circondato da coste densamente popolate e da un'intensa attività turistica e industriale. Le luci delle città costiere, dei porti e delle piattaforme offshore si riflettono sull'acqua, penetrando in profondità e alterando i cicli naturali di luce e buio. Secondo i ricercatori, questo fenomeno è particolarmente accentuato nelle zone settentrionali, dove la scarsa profondità e l'elevata torbidità amplificano la diffusione della luce.
Impatti su pesci, uccelli e tartarughe
L'inquinamento luminoso ha effetti devastanti sulla fauna marina. I pesci, che orientano i loro spostamenti e la riproduzione in base alla luce, subiscono alterazioni comportamentali. Gli uccelli marini, disorientati dalle luci costiere, rischiano collisioni con edifici e infrastrutture. Le tartarughe marine, che nidificano sulle spiagge, evitano le aree troppo illuminate, riducendo i siti di deposizione. Inoltre, la luce artificiale favorisce la proliferazione di alghe e altera la catena alimentare.
Lo studio propone misure di mitigazione, come l'uso di illuminazione a basso impatto, schermature e regolamentazioni più severe per le nuove costruzioni costiere. I ricercatori sottolineano la necessità di una cooperazione internazionale tra i Paesi che si affacciano sull'Adriatico, poiché l'inquinamento luminoso non conosce confini. L'Adriatico, con la sua biodiversità e le sue attività economiche, rappresenta un caso emblematico: proteggerlo dalle luci eccessive è una priorità per la salute del mare e delle sue specie.