L'India vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista nell'intelligenza artificiale e lo fa partendo dalle fondamenta: i chip. Il Ministero dell'Elettronica e dell'Informatica (MeitY) ha fissato un obiettivo ambizioso, ovvero dotarsi di una GPU di progettazione nazionale entro circa 24 mesi. Il piano rientra nella India Semiconductor Mission 2.0, che mira a coprire l'intera filiera: progettazione, fabbricazione, packaging avanzato, materiali, apparecchiature e ricerca.
Il Gabinetto ha approvato la missione a luglio con uno stanziamento di 1.275 miliardi di rupie, pari a circa 15 miliardi di dollari, distribuiti su 12 anni. Le notifiche relative ai sei pilastri sono state emesse ad agosto. La strategia è stata illustrata da S. Krishnan, Segretario del MeitY, secondo cui lo stack dell'IA si articola su cinque livelli: energia, chip acceleratori, infrastruttura di calcolo, modelli e applicazioni.
Progettare non basta: serve una fabbrica
Krishnan ha spiegato che l'India intende puntare sullo sviluppo di una GPU di produzione nazionale, ma ha ammesso che non sarà un'impresa immediata. Il nodo è che progettazione e fabbricazione sono due questioni distinte: la prima potrebbe essere completata anche prima che il paese disponga di un impianto adatto a produrre quel particolare chip. Oggi la capacità produttiva nazionale è molto limitata e datata, mentre i processori SHAKTI e VEGA, basati su architettura RISC-V, non sono GPU ma dimostrano le crescenti capacità indigene nella progettazione.
Il Semi-Conductor Laboratory di Mohali lavora con tecnologie CMOS a 180 nm e riceverà 4.500 crore di rupie per modernizzarsi, senza però aggiornare la litografia. Il vero salto dovrebbe arrivare dalla nuova fabbrica di Tata Electronics e PSMC a Dholera, progettata per processi a 28, 40, 55 e 110 nm e attesa in funzione nel 2028. I 28 nm non bastano per competere con le GPU più avanzate, ma coprono industria, automotive e telecomunicazioni.
Un ecosistema in costruzione
Il paese sta sviluppando anche una filiera per assemblaggio e packaging avanzato, con impianti di Micron, Kaynes e CG Semi già in produzione commerciale, oltre a progetti su semiconduttori in carburo di silicio e packaging tridimensionale. Il mercato indiano dei semiconduttori vale poco più di 50 miliardi di dollari e dovrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi entro il 2030. Sul fronte dei modelli, il 3 novembre sono stati presentati tre modelli di IA nazionali, tra cui EKA-1 da 26 miliardi di parametri.
Resta però un nodo: il governo ha dichiarato che adotterà un approccio indipendente dalla tecnologia nell'acquisto di risorse di calcolo per l'IA. I chip nazionali dovranno quindi competere con le alternative disponibili quando l'India acquisirà nuova capacità.