Chi possiede una PlayStation 5 lo sa bene: lo spazio a disposizione finisce in un lampo, soprattutto con i titoli AAA che superano facilmente i 100 GB ciascuno. Per questo motivo, espandere la memoria con un SSD aggiuntivo è diventata una pratica quasi obbligatoria. Tuttavia, la scelta tra un'unità interna e una esterna non è affatto banale: sbagliare può compromettere prestazioni e compatibilità.
Interno vs esterno: cosa cambia davvero
Un SSD interno per PS5 deve rispettare requisiti precisi: interfaccia PCIe 4.0 NVMe, velocità di lettura sequenziale di almeno 5.500 MB/s e un sistema di dissipazione adeguato per evitare surriscaldamenti. Una volta installato nello slot dedicato, diventa a tutti gli effetti parte della console e permette di eseguire i giochi direttamente, senza alcuna differenza percepibile rispetto all'archivio di sistema. Un SSD esterno, invece, si collega via USB e può essere usato solo per conservare i titoli PS4 o come archivio per i giochi PS5, che vanno comunque spostati sull'unità interna per essere avviati.
Prestazioni e praticità: il verdetto
La differenza fondamentale sta nella velocità e nella flessibilità. L'SSD interno garantisce tempi di caricamento rapidissimi e la possibilità di giocare senza compromessi, mentre quello esterno è più economico e facile da collegare, ma non sfrutta l'architettura ultraveloce della PS5. Inoltre, i prezzi delle memorie sono saliti a causa della recente crisi del settore, quindi la scelta va ponderata con attenzione. Per chi vuole il massimo delle prestazioni, l'SSD interno resta la soluzione ideale; per chi cerca solo spazio extra a basso costo, l'esterno può bastare, ma con limiti ben precisi.