La sfida tra Ford e BYD si fa sempre più diretta. Parlando della nuova piattaforma per veicoli elettrici, la casa americana ha scelto un confronto esplicito con il colosso cinese, che lo scorso anno ha superato Ford nei volumi di vendita globali. Secondo l'amministratore delegato Jim Farley, l'obiettivo di superare BYD sul fronte dell'efficienza è già stato in parte centrato.
Il vantaggio secondo Farley
Durante la conference call sui risultati del terzo trimestre 2026, Farley ha spiegato che i motori, i cambi e gli inverter sviluppati da Ford risultano circa il 30% più efficienti rispetto a quelli del rivale cinese. Questo vantaggio consente di progettare batterie di dimensioni molto più ridotte a parità di autonomia. La piattaforma Universal Electric Vehicle (UEV), sviluppata nel corso del 2026, debutterà sul mercato nel 2027 con il nuovo pick-up Fathom.
Batterie più piccole, costi più bassi
I nuovi sistemi si basano su motori elettrici ottimizzati, abbinati a trasmissioni e inverter più compatti. Questa sinergia permette di equipaggiare i veicoli con accumulatori più piccoli, abbattendo i costi e rendendo i prodotti finali molto più economici rispetto alle attuali Mustang Mach-E e F-150 Lightning. Ford non ha ancora ufficializzato la capacità delle batterie del Fathom, ma rapporti precedenti stimano valori compresi tra 50 e 60 kWh: raggiungere autonomie competitive con queste specifiche richiede livelli di efficienza estremi.
La UEV rappresenta una scommessa industriale di primo piano, perché fungerà da base comune per un'ampia gamma di veicoli: pick-up, SUV, berline e piccoli mezzi commerciali. L'obiettivo è inserirsi con forza nel segmento dei veicoli elettrici accessibili, sfidando i rivali cinesi sul fronte dei prezzi. Il COO Kumar Galhotra ha confermato che i miglioramenti di efficienza della UEV verranno estesi anche alla gamma di veicoli ibridi.
Sul fronte produttivo, la nuova architettura consente di snellire i processi di assemblaggio riducendo il numero di componenti. I primi risultati si sono visti proprio con il Fathom, il cui assemblaggio è risultato del 40% più rapido rispetto alle altre vetture prodotte nello stabilimento di Louisville, con benefici diretti sui costi operativi. Meno parti significano anche meno rischi di anomalie in catena di montaggio e di difetti di fabbrica, a vantaggio della qualità complessiva del prodotto finito.