Apple ha annunciato un assistente AI integrato nelle sue app di produttività Pages, Keynote e Numbers. La novità, pensata per semplificare la creazione e la modifica di documenti, presentazioni e fogli di calcolo, sfrutta un modello linguistico avanzato in grado di comprendere il contesto del file su cui si sta lavorando. Non si tratta di un semplice chatbot, ma di un copilota che suggerisce contenuti, corregge errori e automatizza attività ripetitive.
Come funziona l'assistente AI
Secondo quanto riportato, il sistema utilizza una versione potenziata di Siri e modelli linguistici di grandi dimensioni per interpretare le richieste dell'utente. In Pages, ad esempio, può generare riassunti, riscrivere paragrafi o proporre titoli; in Keynote può creare diapositive complete partendo da un prompt testuale; in Numbers può analizzare dati e suggerire formule. L'integrazione è profonda e contestuale: l'AI tiene conto del contenuto già presente nel documento per offrire risposte coerenti.
La domanda sorge spontanea: chi potrà usarlo? Apple non ha ancora ufficializzato i dettagli, ma è probabile che l'accesso sia riservato agli utenti con un abbonamento a iCloud+ o a un nuovo servizio dedicato. Alcune funzionalità potrebbero richiedere un chip Apple Silicon di ultima generazione per l'elaborazione on-device, mentre le operazioni più complesse verrebbero gestite tramite il cloud. Si ipotizza anche un debutto in beta con iOS 18 e macOS 15, previsti per la fine del 2024.
Impatto sul settore
L'ingresso di Apple nel mercato degli assistenti AI per la produttività segna un punto di svolta. Finora, colossi come Microsoft con Copilot e Google con Gemini hanno dominato la scena, ma l'integrazione nativa nell'ecosistema Apple potrebbe fare la differenza grazie alla fluidità e alla privacy. Resta da vedere se l'azienda di Cupertino riuscirà a conquistare anche i professionisti, abituati a strumenti più flessibili. Una cosa è certa: la guerra degli assistenti AI è appena iniziata.