Muse, l'agente personale di Meta lanciato a inizio settembre tra Stati Uniti e Canada, ha già superato i 10 milioni di utenti in poche settimane. Un esordio che ha spinto Mark Zuckerberg a parlare di un chiaro product market fit: l'agente offre funzionalità per cui le persone sono disposte a pagare. L'obiettivo dichiarato durante la call sui conti del terzo trimestre è ambizioso: servire non milioni, ma miliardi di persone.
Il conto dell'energia
C'è però un dettaglio che il fondatore ha liquidato in fretta: far ragionare un agente AI costa molta più energia di un tradizionale feed di foto. Per questo Meta ha già messo in cantiere diversi modi per rientrare delle spese. Il primo è lo shopping: secondo Zuckerberg è l'uso più comune di Muse, con una spesa media di circa 200 dollari per acquisto. L'azienda costruirà quindi dei commerce tools per applicare una commissione alle aziende su ogni transazione passata dall'agente.
Abbonamenti e occhiali smart
Il secondo pilastro sono gli abbonamenti AI, sia per le persone sia per i titolari di attività che usano l'agente in modo intensivo: chi consuma di più pagherà di più. La previsione è audace: oggi le app di Meta generano diverse centinaia di dollari l'anno per ogni utente americano, ma Zuckerberg si aspetta che Muse arrivi a una cifra ancora superiore grazie al commercio che gli passa tra le mani.
Muse è centrale anche nella strategia per gli occhiali AI di Meta, che sul fronte hardware non rendono grandi profitti. L'idea è vendere l'agente come servizio in abbonamento: l'occhiale è l'esca, Muse il pesce grosso. Durante Connect, lo scorso mese, Meta ha mostrato l'agente sugli occhiali smart: si potrà parlarci come con Meta AI, controllare lo stato delle proprie attività e aggiungere voci alla lista delle cose da fare. L'azienda non si è sbilanciata su un abbonamento separato, ma le parole di Zuckerberg lasciano intendere che alcune funzioni diventeranno a pagamento, come già ipotizzato per il miglioramento dell'udito.
Intanto, sugli occhiali Ray-Ban Meta, Muse arriverà il mese prossimo. La scommessa di Meta è chiara: trasformare un assistente personale in una macchina da reddito capace di superare, per fatturato per utente, persino i social network che l'hanno resa grande.