Netflix si prepara a tagliare circa 1.000 posti di lavoro a livello globale, equivalenti a circa il 6% della forza lavoro. È la più ampia riduzione di personale degli ultimi quattro anni per la società, che cerca di contenere i costi in una fase di crescita più lenta e di maggiore difficoltà nell'aumentare il tempo trascorso dagli utenti sulla piattaforma. La decisione è stata comunicata ai dipendenti dai co-amministratori delegati Greg Peters e Ted Sarandos. La maggior parte dei tagli riguarderà le divisioni prodotto, tecnologia, legale e risorse umane.
La strategia dei co-CEO
Nel messaggio inviato ai dipendenti, Peters e Sarandos hanno spiegato che Netflix continuerà a investire "in modo aggressivo nelle aree ad alto impatto", ma che questo richiede scelte più selettive nella distribuzione delle risorse. "La nostra missione, intrattenere il mondo, è ambiziosa e per realizzarla dobbiamo essere disciplinati nel decidere dove concentrare persone e risorse", hanno scritto i due dirigenti. Si tratta della più importante tornata di licenziamenti per Netflix dal 2022, quando la società aveva ridotto l'organico dopo aver registrato la prima perdita trimestrale di abbonati in oltre dieci anni.
Negli ultimi anni Netflix ha cercato di ampliare il proprio servizio ben oltre il tradizionale catalogo di film e serie, con l'obiettivo di aumentare il tempo trascorso dagli abbonati sulla piattaforma. La società ha introdotto eventi e sport in diretta, video podcast e produzioni da creator di YouTube. Parallelamente ha stretto accordi per inserire Netflix in bundle con altri servizi streaming. Una volta raggiunta una base di utenti molto ampia, il problema è diventato non soltanto conquistare nuovi clienti, ma convincere quelli esistenti a utilizzare più frequentemente il servizio e a mantenerne l'abbonamento.
Un contesto di mercato difficile
Su quest'ultimo fronte Netflix continua comunque a registrare risultati migliori rispetto a gran parte della concorrenza. Secondo i dati di Antenna citati dal Wall Street Journal, negli Stati Uniti il tasso di abbandono degli abbonati è poco superiore al 2%, il più basso tra i principali operatori del settore. Ciò non è bastato a evitare un forte calo del valore in borsa: le azioni Netflix hanno perso oltre il 40% negli ultimi dodici mesi.
Netflix non è da sola: le altre società della tecnologia e dell'intrattenimento stanno procedendo nella stessa direzione. Negli ultimi mesi anche Disney e Amazon hanno effettuato tagli significativi al personale. La riduzione dei costi e la ricerca di maggiore efficienza sono diventate priorità per un settore che affronta un rallentamento della crescita e una concorrenza sempre più agguerrita.