Elon Musk ha confermato l'esistenza di colloqui tra Terafab e TSMC per valutare una possibile collaborazione nella produzione di semiconduttori negli Stati Uniti. Dopo l'intesa già annunciata con Intel, il progetto texano potrebbe quindi aprirsi anche al contributo della fonderia taiwanese, il più grande produttore mondiale di chip per conto terzi. La notizia, riportata da fonti di settore, aggiunge un tassello importante a quello che si configura sempre più come uno dei piani industriali più ambiziosi mai concepiti nel comparto dei semiconduttori.
L'ipotetica intesa con TSMC aggiungerebbe un secondo partner industriale a un progetto che finora sembrava ruotare esclusivamente attorno a Intel. Una delle ipotesi sul tavolo è che Musk intenda perseguire una strategia di approvvigionamento multiplo, con Intel e TSMC coinvolte in ruoli differenti e potenzialmente complementari. Avere due fonti di competenze e capacità produttiva ridurrebbe il rischio di dipendere da un unico fornitore, soprattutto in un settore dove i ritardi e i colli di bottiglia sono all'ordine del giorno.
Un impianto da 50 volte il Pentagono
L'obiettivo di Terafab è particolarmente ambizioso. Il progetto dovrebbe sorgere nella contea di Grimes, in Texas, circa 100 chilometri a nord-ovest di Houston, e punta a realizzare un impianto fortemente integrato per produrre semiconduttori destinati, tra gli altri impieghi, ai veicoli autonomi, ai robot umanoidi e ai futuri datacenter AI spaziali di SpaceX. Musk punta a gestire in prima persona fasi che, di norma, sono distribuite tra aziende e stabilimenti differenti: Terafab dovrebbe riunire nello stesso sito progettazione, produzione di chip logici e memorie, packaging, test e produzione delle maschere. Lo stesso Musk ha affermato che, una volta completato, il complesso avrà dimensioni pari a circa 50 volte quelle del Pentagono.
Secondo le informazioni riportate da Culpan, alcuni responsabili del progetto Terafab ritengono rischioso fare affidamento esclusivamente sulla capacità di Intel di rispettare gli impegni previsti. Disporre di una seconda fonte di competenze e capacità produttiva permetterebbe di ridurre questa dipendenza. C'è però un elemento tecnologico da considerare: TSMC potrebbe non voler o non poter trasferire negli Stati Uniti le proprie tecnologie produttive più avanzate, mantenendo i processi di punta a Taiwan e destinando a un eventuale impianto collegato a Terafab tecnologie appartenenti a generazioni differenti. Intel e TSMC potrebbero quindi assumere ruoli complementari, con la prima più esposta sul fronte dei nodi avanzati e la seconda concentrata su produzioni mature o specializzate.
Indiscrezioni coerenti e tempi lunghi
La possibilità di coinvolgere TSMC è inoltre coerente con altre indiscrezioni emerse nei giorni scorsi. L'azienda taiwanese sarebbe infatti alla ricerca di nuovi terreni in Texas per espandere la propria capacità produttiva. La coincidenza geografica con l'area scelta per Terafab non costituisce una conferma di un collegamento diretto, ma rende l'ipotesi particolarmente interessante agli occhi degli analisti. La realizzazione di una fabbrica di semiconduttori di queste dimensioni richiederà comunque tempi lunghi: il capitale da solo non è sufficiente, perché una fab avanzata necessita di una complessa catena di fornitori, macchinari, materiali e competenze specialistiche.
Aziende come ASML, Lam Research, KLA Corporation e Tokyo Electron forniscono apparecchiature fondamentali per la produzione e spesso ricevono ordini con anni di anticipo rispetto alla consegna a clienti come TSMC, Samsung o Intel. Terafab avrebbe già iniziato a ordinare alcuni strumenti necessari alla produzione. Questo significa che, anche qualora gli accordi con TSMC e Intel procedessero, la disponibilità dei primi wafer prodotti dal nuovo complesso rimane un obiettivo collocato nell'arco di diversi anni. La partita industriale è appena iniziata e le prossime mosse di Musk e dei suoi partner saranno decisive per capire se Terafab diventerà davvero un polo produttivo di riferimento o resterà un progetto ambizioso ma difficile da concretizzare.