A San Francisco l'intelligenza artificiale è ormai un criterio di selezione anche in amore. Su Hinge spuntano frasi come «Andremo d'accordo se... non usi l'AI», oppure «Non dovresti uscire con me se usi l'AI». A raccontarlo è Irene, analista 25enne trasferitasi nella Bay Area, che ha notato come queste dichiarazioni di valore compaiano soprattutto tra chi lavora nelle arti, nell'infermieristica o nel design grafico. Dal lancio di ChatGPT nel 2022, il tema ha invaso il dibattito pubblico e, di riflesso, anche quello sentimentale.
Tra paura dell'estinzione e conti in banca
Le reazioni sono opposte. Kyle, giovane ricercatore in una no-profit per la sicurezza dell'AI, ammette di non riuscire a pianificare un futuro a lungo termine: nella sua comunità c'è chi stima una probabilità del 10% di estinzione umana causata dall'AI. Per questo preferisce affrontare l'argomento di persona, così da permettere domande e approfondimenti. All'opposto Bryan, che lavora in un'azienda di frontiera, sostiene che l'AI non incida affatto sulle scelte romantiche: conta di più come una persona parla, ragiona e si diverte. Ammette però un vantaggio concreto: «Ci sono molte persone ricche grazie all'AI, e la ricchezza è sempre un plus».
Stipendi da 300mila dollari e appuntamenti automatizzati
I numeri gli danno ragione. Secondo un report CBRE di agosto, nella Bay Area sono stati creati oltre 20mila posti di lavoro legati all'AI, mentre il settore tech complessivo si è contratto del 6% dal 2022. Un ricercatore AI guadagna in media circa 300mila dollari l'anno, e alcune agenzie di matchmaking segnalano clienti che cercano esplicitamente «ingegneri AI». C'è persino chi ha prenotato sei mesi di permanenza a San Francisco nella speranza di incontrare qualcuno legato a un'azienda in procinto di quotarsi.
L'AI però non si limita a orientare le preferenze: entra nelle dinamiche emotive. Uno studio della Elon University rileva che il 27% degli americani si rivolge ai chatbot per questioni personali e il 38% confida loro cose che non direbbe nemmeno al partner. Andromeda, tecnica sanitaria e analista di sicurezza AI, vede pro e contro: apprezzerebbe un uomo che usa l'AI per chiarirsi le idee, ma diffiderebbe di chi maltratta un chatbot. «Se oggi tratta male ChatGPT, domani tratterà male me».
C'è infine chi delega del tutto la vita sentimentale alla macchina. Joseph, software engineer 21enne, ha affidato lo swiping su Hinge a un agente AI gestito da un assistente virtuale nelle Filippine: l'agente imita il suo modo di parlare, avvia le conversazioni e fissa gli incontri nel weekend. «Se sei un fondatore devi dare valore al tuo tempo: niente attività a bassa leva. Proteggi la tua dopamina», spiega. Un approccio che divide, ma che fotografa bene la direzione in cui soffia il vento nella capitale tech.